Epica a fumetti: Orfeo ed Euridice, Edipo e la Sfinge

Per movimentare un po’ la lezione di Epica (che è una tra le mie preferite!) ho introdotto l’uso del fumetto. In questo modo penso possa essere più facile per i ragazzi con poca memoria focalizzarsi su una storia, avendo a disposizione anche le immagini oltre che il testo.

Sono partita presentando loro la storia di Orfeo ed Euridice. Per prima cosa l’ho raccontata loro in modo coinvolgente, poi gli ho presentato questo fumetto, in cui precedentemente avevo cancellato le scritte, e li ho invitati a completarlo:

Orfeo ed Euridice 1 - senza scritte

Orfeo ed Euridice 1 – senza scritte

Orfeo ed Euridice 2 - senza scritte

Orfeo ed Euridice 2 – senza scritte

Orfeo ed Euridice 3 - senza scritte

Orfeo ed Euridice 3 – senza scritte

Come secondo step ho provato a farli cimentare con un fumetto loro. Abbiamo letto assieme il mito di Edipo e la Sfinge (solo la parte che riguardava l’indovinello) e ho chiesto loro di provare a disegnarlo sotto forma di fumetto. Questo è stato il risultato:

Cartellone con i fumetti di Edipo e la Sfinge della I E

Carlo Magno

Per rendere più interattivo lo studio della vita di Carlo Magno, ho pensato di fare una piccola ‘messa in scena’, ma visto che richiedeva molto lavoro ho pensato bene di spulciare in internet e come sempre ho trovato qualche collega molto più bravo di me che mi ha servito su un piatto d’argento questo bel copione.

Così non ho fatto altro che presentarlo ai miei ragazzi e metterlo in scena, facendo colorare loro i bei disegni presenti nel copione.

Testo della drammatizzazione sulla vita di Carlo Magno

Inserisco qui di seguito una serie di cartine che possono essere utili per capire, anche a livello geografico, di cosa stiamo parlando:

Conquiste di Carlo Magno

Conquiste di Carlo Magno

L'Impero di Carlo Magno

L’Impero di Carlo Magno

La divisione dell'Impero dopo Carlo Magno

La divisione dell’Impero dopo Carlo Magno

Ecco qui una piccola chicca che ho scovato nei miei viaggi in internet. La storia a fumetti di Adelchi, re Desiderio e Carlo Magno, fatta da una classe delle medie. E’ un buono spunto per un prossimo lavoro!

Adelchi a fumetti

 

i LONGOBARDI

In questo articolo voglio mettere una serie di materiali che possono servire per lo studio. Buona lettura!

Per ripassare può essere utile una mappa concettuale:

longobardi.lui

Di seguito una serie di domande guida per conoscere meglio questo popolo:

Quali sono le fonti per ricostruire la storia dei Longobardi?

Le fonti possono essere divise in fonti scritte come la Historia Langobardorum di Paolo Diacono, elaborata verso la fine del secolo VIII, i testi legislativi, come il famoso Editto di Rotari promulgato nel 643 e le fonti archeologiche.

Chi erano i Longobardi?

I Longobardi erano una popolazione germanica, seminomade e guerriera.

Da dove provenivano?

Essi provenivano dalla Scandinavia, poi agli inizi del VI secolo si spostarono in Austria ed in Pannonia (attuale Ungheria), dove ebbero prolungati contatti anche con il mondo e la società romana.

Da dove deriva il loro nome?

Alcuni pensano che derivi dalla parola scandinava vinna che significa combattere, altri che fossero chiamati così per le loro lunghe barbe, altri ancora per le lunghe lance che usavano nei combattimenti.

Quando giunsero in Italia?

Nel 568 guidati dal re Alboino, valicarono il confine delle Alpi Orientali, occuparono il Friuli ed invasero la pianura padana dal settore orientale verso quello occidentale.

Quali territori comprendeva il Regno longobardo?

Il regno longobardo occupava sia una parte della penisola italiana centro-settentrionale ed era conosciuto come (Langobardia maior) e sia una parte della penisola centro-meridionale identificata come Langobardia minor. Il settore centrale adriatico ed in parte quello tirrenico rimasero sotto il controllo bizantino così come tutto il resto della penisola italiana meridionale e la Sardegna.

Quali erano i loro nemici?

I loro nemici erano i Bizantini di Costantinopoli, il Papa di Roma e i Franchi.

Come e quando finì la dominazione longobarda in Italia?

Nel 773 i Franchi, chiamati in aiuto dal Papa poiché i Longobardi si preparavano ad attaccare Roma, li sconfissero e nel 774 Carlo Magno assunse il titolo di re dei Franchi e dei Longobardi.

SOCIETÀ

Di che tipo era la società dei Longobardi?

Avevano una società di tipo piramidale e patriarcale.

Chi comandava?

Il popolo era guidato da un re guerriero scelto fra gli esponenti che comandavano i diversi gruppi tribali.

Quale classe sociale aveva maggior potere?

Quella composta dagli uomini liberi , che potevano portare le armi.

Chi componeva l’ultimo gradino della società?

Alla base della piramide sociale erano collocati i servi, che vivevano in condizione di parziale o totale schiavitù.

Come faceva un longobardo per diventare un forte guerriero?

All’età di 12 anni i maschi ricevevano una spada e iniziavano ad allenarsi all’arte della guerra.

ECONOMIA

Quali erano le attività principali?

Le attività principali erano la guerra, la  razzia, la caccia e l’allevamento.

Quali animali venivano allevati?

Allevavano soprattutto maiali e bovini.

Conoscevano l’agricoltura?

Le terre coltivate diminuirono mentre si ampliarono le foreste, utili  ad un tipo di allevamento allo stato semi-brado del bestiame. Della ricca agricoltura romana sopravvissero soltanto le coltivazioni meno bisognose di cure: miglio, segala ed orzo.

VITA QUOTIDIANA E  LINGUA

Quale aspetto avevano?

Si rapavano la fronte e si radevano tutto intorno sino alla nuca, mentre i capelli divisi in due bande, spiovevano ai lati fino alla bocca. Avevano anche cura delle lunghe barbe alle quali prestavano molte attenzioni.

Come si vestivano?

Sia uomini che donne indossavano vestiti ampi di lino con balze variopinte fermati in vita da cinture in cuoio e fibbie in bronzo o in ferro, calzari aperti con lacci di cuoio intrecciati al polpaccio. Gli uomini per cavalcare utilizzarono calzoni di panno.

Com’erano le loro case?

Il re e i suoi funzionari risiedevano negli edifici di età imperiale; le altre abitazioni erano di vario tipo. Alcune avevano un basamento formato da blocchi di pietre di varie dimensioni che servivano per isolare il fondo della struttura dal terreno –e quindi dal freddo, dall’acqua e dalla umidità– mentre la parte superiore (cioè le pareti e il tetto) era realizzata interamente in legno. Altre strutture abitative avevano un basamento in pietra e le pareti formate da una intelaiatura in legno rivestita di argilla ed il tetto in legno.

Che cosa mangiavano?

Il loro pasto comprendeva: carne suina, pappe di cereali e fave, burro e latte. Bevevano birra. Il vino era riservato agli esponenti delle classi più agiate.

Quale lingua adoperavano?

Parlavano una lingua germanica, simile all’inglese e al tedesco moderni, di cui non esistono testimonianze scritte. Nella lingua italiana troviamo circa 280 parole di origine longobarda tra cui: brodo, ricco, guancia, fazzoletto.

RELIGIONE

Qual era la religione dei Longobardi? 

Originariamente erano un popolo pagano, con il re Alboino si convertirono all’eresia ariana e con la regina Teodolinda iniziò a diffondersi il cattolicesimo-romano, che fu poi imposto a tutta la popolazione.

Quali erano le caratteristiche delle necropoli ( cimiteri ) longobarde?

Erano collocate vicino a un corso d’acqua e a una strada,  poco distanti dai villaggi. Le tombe erano generalmente orientate in direzione Ovest-Est, perché il defunto potesse scorgere il sorgere del sole.

Cosa inserivano nelle tombe?

I defunti venivano sepolti con i propri abiti quotidiani che comprendevano oggetti diversi: nelle tombe maschili erano presenti armi a testimonianza del valore del guerriero, mentre la presenza di gioielli e monili caratterizzava quelle femminili. Nelle tombe potevano essere inseriti anche oggetti in osso, strumenti di uso quotidiano e contenitori in ceramica o in metallo di vario tipo.

ARTE

Qual era la forma d’arte nella quale erano più bravi?

Le più note testimonianze riguardano l’oreficeria, che annovera capolavori come la «Chioccia con pulcini», la «Croce di Agilulfo» e la «Corona ferrea». Gli artigiani longobardi sapevano modellare preziose lamine auree, erano molto bravi nella tecnica della lavorazione a sbalzo e completavano la lavorazione dei manufatti con pietre preziose e semipreziose. Tra i  reperti orafi si segnalano orecchini, guarnizioni da fodero in lamina aurea lavorata,  guarnizioni di sella, piatti, croci e reliquari.

Gli scramasax (tipici coltelli da combattimento longobardi) e le fibule erano parte delle attività metallurgiche più semplici , ma ugualmente importanti.

Ecco qui due video tratti dall’esilarante film di Monicelli ‘Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno’, tratto dall’omonimo libro. Le vicende, ambientate alla corte di re Alboino, raccontano le vicende del villano Bertoldo che grazie alla sua furbizia, riuscirà ad uscire da molti guai, a smascherare frati imbroglioni e a farsi volere bene dal suo re:

i FRANCHI

Eccomi ancora una volta a creare una pagina dedicata ad una popolazione che ha contribuito a fare la storia d’Italia:

Regno dei Franchi nel 751

Regno dei Franchi nel 751

Mappa concettuale dai Longobardi a Carlo Magno

Mappa concettuale dai Longobardi a Carlo Magno

Di seguito potete vedere la puntata di una serie a cartone animato dedicata alla vita di Carlo Magno, in cui viene raccontata la battaglia di Poitiers:

 

il FASCISMO

Oggi vorrei postare una serie di materiali che possono essere utili per un percorso di studio sull’avvento del Fascismo.

Video e siti che possono aiutare a capire i perché di una pagina così triste della nostra Italia.

Questo è un video della DeAgostini che spiega grazie a schemi e immagini l’avvento di questo regime:

Vorrei concentrare l’attenzione sull’uso della PROPAGANDA fatta da Mussolini, capendo infatti l’utilizzo dei mezzi di comunicazione durante il Ventennio, si possono smascherare tutti i trucchi che anche oggi i politici utilizzano:

Questo sito mostra tutta una serie di immagini, cartelloni, copertine di giornali, cartoline utilizzate proprio per questo scopo: propaganda di guerra.

In coda mi piace mettere due poesie di uno scrittore che amo molto, Trilussa, che col suo fare irriverente spiegano bene quel periodo:

Numeri

- Conterò poco, è vero:
- diceva l’Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l’azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento?
Centomila.
È questione de nummeri.  A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che je vanno appresso.

In questa sua pungente poesia, il poeta romano Trilussa parla del “dittatore”. La poesia è stata scritta nel 1944. Trilussa nel testo dice che lo “zero” non vale nulla, ma se messo dietro un altro numero acquista valore. Il dittatore è come il numero “uno”, invece.
Acquista sempre più potere e forza quanti più sono gli “zeri” che lo seguono. Se dopo l’uno ci sono cinque zeri si fa il numero centomila (100.000). Se ce ne sono sei, si fa un milione (1.000.000) e così via…
E’ una geniale metafora quella proposta da Trilussa che paragona chi segue il “dittatore” ad uno “zero”. In effetti, è proprio così. Chi ama seguire un dittatore, è moralmente e intellettualmente uno “zero”. Uno che rinuncia alla sua dignità di persona libera, che rinuncia a quanto ha di più prezioso: la sua individualità pensante e ragionante nell’ambito del consorzio umano.

Eccone un’altra:

Autarchia

Appena ch’er Droghiere mise in mostra
<<Il Vero Insetticida Nazionale>>
la Mosca disse: – Me farà più male,
ma per lo meno è produzione nostra.

Un terrificante ebook!!!

Per migliorarmi ancora nell’utilizzo del formato ebook ho deciso di trasformare in libro digitale una serie di esercizi che abbiamo svolto leggendo racconti di paura. Ho cercato di abbinare questo genere letterario, molto amato dai ragazzi, al testo descrittivo. In questo modo i ragazzi hanno ampliato il loro vocabolario con i termini che attengono al modo della paura e si sono divertiti… almeno mi è sembrato!

Questo è il risultato.

Mi raccomando non leggetelo se siete deboli di cuore!

Il brivido di leggere