Quattro passi nella POESIA – parte due – le figure retoriche

La “figura retorica” è un forma di espressione letteraria il cui scopo è creare un effetto di un certo tipo in una frase, di significato o anche solo sonoro. Il linguaggio quindi risulta artificiale, quasi forzato, rispetto alla lingua comunemente parlata. (tratto da focusjunior)

Di seguito trovate il link ad uno schema a mio avviso fatto molto bene, con rimandi ed esempi:

http://www.francasoracco.it/esempiret.htm#_ftn11

Lo schema delle principali figure retoriche

Noi ci eserciteremo su alcune in particolare:

  • ONOMATOPEA

Articolo di Focus Junior

La mia sera

L’assiuolo 

Esercizio 1: Pensare a tutti i suoni che ci vengono in mente e scrivere a chi appartengono:

Tic tac – sveglia

Crac – un vetro che si infrange…

Esercizio 2: Quelle che seguono sono alcune voci onomatopeiche che dovete abbinare alla frase che si adatta loro:

slam; slurp; sgrunt; bau bau; gulp; grrr; drin drin; cra cra; ciuf ciuf; splash; tic tac; smack; pim pum pam; crac; clap clap

  1. Lo spettacolo è stato un vero successo.
  2. Passa il treno a vapore, quanto rumore fa!
  3. Il cane dei miei vicini non la smette di abbaiare.
  4. La porta dovrebbe essere chiusa delicatamente, invece lui la sbatte sempre.
  5. Sono salito sul ramo del pero, e quello si è rotto sotto il mio peso.
  6. Vieni qua, ché ti do un bel bacio!
  7. Hanno suonato il campanello, chi va ad aprire?
  8. Quando sono arrivato l’ufficio postale era già chiuso, che disdetta!
  9. Che strano rumore proviene da questo pacco: sembra una sveglia…
  10. Via tutti, devo fare il tuffo più bello del mondo!
  11. Che bel gelato! Posso assaggiarlo? Che buono!
  12. Quando ho visto quanto mi sarebbe costata quella riparazione, quasi mi veniva un accidente!
  13. Ma che voce brutta hai! Sembri una cornacchia!
  14. Ho scoperto che mi hai mentito ed adesso sono arrabbiatissimo con te!
  15. La notte di Capodanno si sentono scoppiettare petardi per ogni dove.

Tratto da: www.adgblog.it

Esercizio 3: Scrivi di fianco alla parola onomatopeica la cosa che la produce:

  • Es: tonfo: oggetto pesante che cade
  • sciacquio
  • gorgoglìo
  • tuffo
  • sciabordio
  • boato
  • scoppio
  • clangore
  • fragore
  • fruscio
  • sussurro
  • lampo
  • ticchettio
  • tintinnio
  • sfrigolare
  • friggere
  • balbettare
  • tartagliare
  • borbottare
  • stridulo
  • cozzo
  • schianto
  • acciottolio
  • lugubre
  • tetro

Animali:

  • abbaiare,
  • guaire,
  • latrare,
  • miagolare,
  • muggire,
  • belare,
  • gloglottare,
  • bramire,
  • cinguettare,
  • grugnire,
  • gracidare,
  • ululare
  • nitrire
  • ragliare
  • gracchiare
  • starnazzare
  • squittire
  • ronzare
  • chiocciare
  • mugghiare
  • ALLITTERAZIONE > per questa figura retorica mi sono avvalsa dei bei laboratori proposti nel bel sito di Renzo Mosca

“Trentatré trentini trotterellando tornavano da Trento…” la conoscete… è una filastrocca e uno scioglilingua famoso. Ed è anche un’allitterazione, vale a dire un modo di fare poesia ripetendo uno o più suoni in parole successive. È una tecnica molto efficace e viene spesso utilizzata anche nei modi di dire e nella pubblicità e nei proverbi, oltre che nella poesia modi di dire: far fuoco e fiamme; mettere a ferro e fuoco; vivo e vegeto; tener testa; tessere trame; stinco di santo; andar per mari e per monti; slogan pubblicitari: Prezzi pazzi; Amadori per veri amatori; Coca Cola…………. proverbi: chi dice donna dice danno..…chi dorme non piglia pesci….

“Una fila di formiche nere

forma la felicità del formichiere.

Con la lunga lingua le sugge

e di piacere in cuor suo si strugge”.

 

“Senza sole sto in silenzio”

Mormora la meridiana al monaco Menanzio.

 

“Passano passeri lievi come pensieri

sulla tettoia tanto son leggeri”

 

D’Agosto l’aragosta si gusta con la crosta

ma giuro che una goccia d’angostura non guasta!

 

“Fresche le mie parole nella Sera

ti sian come il fruscio che fan le foglie…”

D’Annunzio

 

Eugenio Montale:

“Trema un ricordo nel ricolmo secchio

nel puro cerchio un’immagine ride…

Ah che già stride la ruota…”

 

Nei Malavoglia così scrive Giovanni Verga:

“ Il mare è amaro e il marinaio muore in mare…”

Cominciamo col costruire catene di parole allitteranti:

ramarro – rosso – raro – ruggine – rosa – rampa – rima – rami – robinia – resto – rombo – rimane – rabbia – rassegnato – riprende – rabbioso – riso – riscalda – ricco – ritrovo – rododendro – rosa – ragno – ronzio – Renato – rubato – riflessi – ramati – rendita- ronfa….

Ora scegliamo fra queste parole quelle che ci possono servire a creare una breve composizione, perché sono legate fra loro da una qualche vicinanza di significato o di relazione. In questo caso direi di partire dal ramarro:

ramarro – raro – rampando – rami – robinia – ragno – rosso – rassegnato – rabbioso – riprende – riflessi – riscalda – ramati -ronfa

Proviamo:

Un raro …………..

smeraldino dai riflessi…………..

correva …………………….

sui rami di una………………

dietro una grosso ragno …………….

Ha perso la preda!

 

…………………………. s’arrende,

rassegnato ……………..

la strada, pigro si …………………

sul muro assolato, presto

s’addormenta,

…………….. beatamente.

Completate la composizione con le parole che sono state scelte ma non sono state usate e poi cercate un titolo.

Un’altra catena di parole che contengono allitterazioni:

stamattina – stanno – sole – stufano – stalla – sono – sembrano – stanchi – signore – scappati – salute – sinceri – sempre – soffia – spingono – sfondo – silenzio – solo – serpenti – senza

Adesso tocca a te, prova a inventarne una da cima a fondo… magari con un compagno!

Dall’allitterazione è facile ricavare un gioco di parole molto divertente: il tautogramma, che non è un tatuaggio del vostro cardiogramma, ma una composizione con parole che iniziano con la stessa lettera:

Felix furbo felino,

fulminante furetto

flessuoso, fugge

fra felci, fronde,

foreste fatate,

fulgido folletto,

felice figlio di fata Fortuna!

Provate a creare un tautogramma in C:

Coperto – cera –caspita – cortile- come – cammello – cado – certo – cose – certe – cieco cuoio – crollando – capitano – calza – corre – chi – cammino – calzature – come

I tautogrammi sono spassosi e possono servire a descrivere un animale, un gioco, una persona usando le lettere che si preferiscono. Provateci!

Un esempio, con il nome Marina, proviamo a descriverla usando tautogrammi per ogni lettera del suo nome, notate che è anche un acrostico!

Mamma mia, miracolosa Marina,

Artista, amabile, angelica

Risoluta, rende reali

Impossibili imprese inoltre

Non negativa

Accetta amichevoli aiuti.

  • SIMILITUDINE

Dopo aver letto la poesia ‘A mia moglie’ di Saba siete invitati a comporre delle similitudini su queste coppie:

  • calciatore /cavallo,
  • bambino/primavera,
  • sole/capelli,
  • libertà/mare.

Completa ora le seguenti similitudini:

  • La poesia è come…
  • Le arance sugli alberi sembrano…
  • Il fiume in piena pare….
  • La campagna d’estate sembra….
  • METAFORE
  1. Fare una sviolinata
  2. Avere le mani bucate
  3. Rimboccarsi le maniche
  4. Prendere a pesci in faccia
  5. A monte
  6. Essere un grissino
  7. Far cantare qualcuno
  8. Metterci una pietra sopra
  9. Cogliere la palla al balzo
  10. Alzare il gomito

Per scoprire il significato di ogni espressione metaforica prova a leggere le seguenti frasi:

  1. Se ti fanno una sviolinata, non stanno suonando il violino per te, ma…
  2. Se ti rimproverano di avere le mani bucate, non significa che le tue mani siano brutte o screpolate, ma che…
  3. Se qualcuno ti dice che devi rimboccarti le maniche, non devi preoccuparti se in quel momento non indossi una camicia, ma…
  4. Se ti prendono a pesci in faccia, non ti stanno tirando pesci sul viso, ma…
  5. Se ti dicono che il problema è a monte, non devi andare a cercarlo in montagna, ma…
  6. Se ti dicono che sei un grissino, non devi pensare di aver capito male (grassino, forse?), ma…
  7. Se senti dire che la polizia è riuscita a far cantare l’assassino, non significa che alla polizia piace ascoltare canzoni, ma che…
  8. Se, dopo una discussione, ti chiedono di metterci una pietra sopra, non devi guardarti intorno in cerca di qualche ciottolo, ma..
  9. Se un amico ti consiglia di cogliere la palla al balzo, non devi pensare che ha voglia di giocare a calcio con te, ma che…
  10. Se qualcuno, prima di salire in macchina, ti chiede se hai alzato il gomito, non devi ricordarti se nell’ultima mezz’ora hai alzato le braccia, ma se…
  • PERSONIFICAZIONE > anche in questo caso mi sono servita del sito di Renzo Mosca

Immagina ad esempio di voler personificare: il sole

Che fa? Sorge, tramonta, splende, illumina, riscalda….

Trasforma le azioni elencate in altre, in parte simili, ma compiute dall’uomo:

  • sorge: si sveglia al mattino
  • tramonta:
  • splende:
  • illumina:

Come nell’esempio personifica:

  • il tuo zaino-cartella (cosa fa, come si sente, cosa pensa, cosa desidera…)
  • Il banco di scuola
  • Un uccellino in gabbia
  • Un pallone di calcio
  • Un computer

Tace, mormora,

sospira

urla sulla cresta

degli alberi, si arresta

piano respira

rotola sull’erba

pizzican le guance delle fanciulle

e s’allontana,

scompiglia i capelli

dei monelli

e fugge via

vestito d’azzurro e verde

di colpo tace, si perde.

Abbiamo descritto il vento come se fosse una persona e con le parole disegna il suo muoversi, agitarsi, parlare.

Imita il poeta: aggiungi delle parole alle seguenti personificazioni: il mare, l’auto, la lavagna

  • ANAFORA 

Piove

Piove a catinelle dopo tanto tempo

Piove a dirotto e il giardino è contento

Piove che dio la manda mi bagno la testa

Piove fitto fitto e beve la foresta

Piove da annegare e nuoto per le strade

Piove da non credere forse il cielo cade!

Piove governo ladro e la terra si pulisce

Piove a barili qualcuno starnutisce

Piove da sei giorni io ho i piedi a mollo

Piove da paura e c’ho l’acqua al collo

Piove dappertutto e non ho l’ombrello

Piove azzurro e argento, il mondo è più bello

Piove sul bagnato tanto peggio per me

Piove da diluvio mi serve l’arca di Noè.

Neve

Cade la neve e imbianca tutto quanto

Cade la neve, che magia, che incanto!

Cade la neve senti quanto gelo

Cade la neve lenta lenta dal cielo

Cade la neve e sono lievi i fiocchi

Cade la neve si scioglie se la tocchi

Cade la neve sugli orti e sui giardini

Cade la neve e giocano i bambini

Cade la neve e il mondo è addormentato

Cade la neve un pupazzo è spuntato…

Ancora:

Cade la neve e imbianca le strade

cade la neve e copre le contrade

cade la neve sopra la pianura

cade la neve l’aria si fa scura

cade la neve e volano i fiocchi

cade la neve son felici i marmocchi

cade la neve e sembra sia farina

cade la neve fino a domattina

cade la neve il mondo è più bello

cade la neve e non voglio il cappello…

E’ vero

E’ vero che il pozzo è nero

E’ vero che è una pianta il pero

E’ vero che è di cera il cero

E’ vero che è grande il maniero

E’ vero che è altero il levriero

E’ vero che è fitto il mistero

E’ vero che un cappello il sombrero

E’ vero che il fornaio è mattiniero

E’ vero che il volo è leggero

E’ vero che l’eremita è austero

E’ vero che il diviso non è intero

E’ vero che è un ballo il bolero

E’ vero che l’amico è sincero.

Esercitati tu facendo iniziare i versi della tua poesia con le seguenti parole (può essere ogni verso o uno ogni due):

  • Sono solo….
  • La scuola è finita….
  • Nel silenzio….

Dopo aver letto la poesia di Moretti cerca di fare un lavoro un po’ più personale cercando di descriverti, come ha fatto lui, mettendoti in antitesi con gli altri!

Non come gli altri

Io non son come gli altri e mi dispiace.

Io non son come gli altri,è un mio sconforto.

Io non son come gli altri, io so chi piace.

Io non son come gli altri, io vedo storto.

 

Io non son come gli altri, amo chi giace.

Io non son come gli altri, io penso all’orto.

Io non son come gli altri e non ho pace.

Io non son come gli altri e son già morto.

(Marino Moretti)

Ed ora qualche esercizio online per mettervi alla prova:

Esercizi 1

Esercizi 2

Quattro passi nella POESIA – parte uno – rime, versi e senso connotativo

Sapete che la poesia è parente della filastrocca… voi sicuramente conoscerete filastrocche, conte, ninne nanne, scioglilingua…

Ora scrivete quelle che ricordate su dei cartoncini con la forma che volete così le attacchiamo in classe!

Esistono differenti tipi di rima:

baciata: AABB

alternata: ABAB

incrociata: ABBA

Non ci sono solo le rime ma anche le

L’assonanza è la ripetizione, a partire dall’accento tonico, di vocali identiche.
La consonanza è la ripetizione, a partire dall’accento tonico, di consonanti identiche.

Ora esercitiamoci su queste frasi con i differenti schemi metrici:

  • Mangio pane tutto il giorno…
  • Questa scuola non mi piace…
  • Per giocar non ci vuol tanto…
  • Il paese che mi piace….
  • Quando gioco coi colori…
  • Se potessi far magie…

Oppure inventare delle filastrocche coi vostri nomi:

Costanza Farinelli

Che ama i passatelli

Farinelli Costanza

ha sempre il mal de panza

Per esercitarci utilizzeremo i Limerik oltre agli esercizi presenti sul vostro libro provate a scrivere dei limerik su questi spunti:

  • C’era una ragazza di Barletta…
  • Un antipatico maestro ravennate…

E ora inventa tu di sana pianta…

I versi hanno nomi differenti a seconda del numero di sillabe che contengono:

  • trisillabo o ternario (3 s)
  • quadrisllabo o quaternario (4 s)
  • quinario (5 s)
  • senario (6 s)
  • settenario (7 s)
  • ottonario (8 s)
  • novenario (9 s)
  • decasillabo (10 s)
  • endecasillbo (11 s)

Le poche regole che differenziano la normale sillabazione da quella poetica sono:

sinafale: sof/fer/ma al/ li/mi/tar ‘ma al’ forma una sola sillaba dall’unione della vocale finale e dalla vocale iniziale dei due vocaboli.

diafèle: è il contrario, due vocali consecutive si pronunciano separate perché hanno una funzione tonica (In/co/min/ciò /a/ far/si)

Ne esisterebbero altre… ma ve le risparmio…

Per imparare a contare i versi ci eserciteremo con STORNELLI ed HAIKU

Stornelli

Lo stornello è un tipo di poesia generalmente improvvisata molto semplice, d’argomento amoroso o satirico, affine alla filastrocca. Lo stornello è tipico dell’Italia centrale, in particolare Toscana, Lazio e Marche, successivamente si è diffuso anche nell’italia meridionale.

Secondo alcuni storici della letteratura e della musica, il termine stornello deriverebbe dall’uso di cantare a storno e a rimbalzo di voce da un luogo ad un altro.

Questo tipo di componimento è costituito da un numero imprecisato di strofe dalla struttura molto semplice. Ogni strofa è solitamente composta da tre versi:

il primo verso è un quinario, e generalmente contiene l’invocazione ad un fiore;

gli altri due sono endecasillabi, di cui il primo è in consonanza ed il secondo in rima col verso d’apertura.

In genere questo tipo di componimento viene accompagnato da musica o cantato.

Un esempio tipico di stornello “con fiore”:

« Fior di giaggiolo,

Gli angeli belli stanno a mille in cielo,

Ma bello come lui ce n’è uno solo. »

(Tozzetti e Menasci – Cavalleria rusticana)

 

Fior di limone

A fine maggio ne ho le tasche piene

E a scuola non vado con convinzione

 

Fiore di fico

Domani vado al ristorante greco

Come sempre mi accompagna un amico

 

Haiku

L’haiku è una antica forma di poesia giapponese.

Tre versi lievi e profondi che catturano attimi, stagioni, il vibrare di una consapevolezza.

E’ lecito chiedersi se abbia senso in occidente provare a comporre haiku limitandosi a replicare una forma, noi così lontani da quel mondo e da quel tipo di sensibilità.

Lo ha, secondo noi, se dell’haiku si prova a cogliere lo spirito leggero. Se si utilizza il pretesto formale del canone 5-7-5 sillabe per esercitarsi nella sintesi e nella capacità di vedere il minuscolo. Da parte nostra ci vuole molta ironia, molta voglia di giocare con le parole. Lasciamo ai poeti seri ogni tipo di riflessione, noi siamo quelli impegnati a contare sulle dita. Noi e i bambini di tutte le età che vorranno lasciarsi coinvolgere.

Tra i molti sentimenti presenti in un componimento i principali possono essere:

Sabi, il silenzio: il sentimento della solitudine, del distacco, della calma.

Wabi, l’imprevisto: lo stato d’animo prodotto da qualcosa di inaspettato che attira l’attenzione e risveglia dalla malinconia.

Yugen, il misterioso: lo stato d’animo prodotto dal fascino inspiegabile delle cose, il sentire un universo ‘altro’, colmo di misteriosa unità.

COME SI COMPONE UN HAIKU

primo verso: 5 sillabe

secondo verso: 7 sillabe

terzo verso: 5 sillabe

Si inizia dall’osservazione, dai momenti di tutti i giorni, dal cogliere l’attimo. Scegliamo una parola che ci colpisce, ne contiamo le sillabe, ci giriamo un po’ intorno… e l’haiku è già composto!

Il testo è preso dal bel sito: Haiku seduti sotto la luna 

Provare a scrivere un haiku su una di queste situazioni:

  • primo giorno di scuola
  • l’inizio delle vacanze
  • il primo bagno al mare
  • un abbraccio quando sono triste
  • l’alba
  • il tramonto
  • la colazione
  • l’amicizia
  • l’amore per un animale domestico

tramonto-elba (1)

 

Ora invece cerchiamo di capire cosa significano i termini: senso connotativo e denotativo

Leggiamo la poesia Carta di Roberto Piumini, poi leggiamo la spiegazione tratta dal libro Calicanto di Pimini- Zamponi

E prendi carta

bianca

o azzurra verde rossa

di ogni colore,

un lenzuolo spiegato

una gran sabbia liscia*

acqua pulita,

carta aria*

per una penna di fumo,

carta mare*

per una penna pirata.

Carta nera

se sei Penna Bianca

ma non carta carbone.

Prendi una carta non confusa, chiara

che aspetti il segno come un prato di neve*

la tua corsa strillata.

Dunque

ogni carta va bene

purché sia spazio abbastanza

e silenziosa.

Roberto Piumini

Carta di Piumini Roberto

Svolgiamo ora questi simpatici esercizi per approfondire il significato di

  • denotazione è il semplice significato letterario di un termine; per cui “siepe”, per esempio, è “una fila di arbusti disposta a recingere apprezzamenti di terreno”.
  • connotazione è, invece, il contenuto emotivo, l’alone di suggestioni che caratterizza un termine e per estensione un testo. Per cui la siepe in Leopardi acquista un alto valore emotivo, aprendo lo spazio all’infinito.

Esercizio online