Quattro passi nella POESIA – parte due – le figure retoriche

La “figura retorica” è un forma di espressione letteraria il cui scopo è creare un effetto di un certo tipo in una frase, di significato o anche solo sonoro. Il linguaggio quindi risulta artificiale, quasi forzato, rispetto alla lingua comunemente parlata. (tratto da focusjunior)

Di seguito trovate il link ad uno schema a mio avviso fatto molto bene, con rimandi ed esempi:

http://www.francasoracco.it/esempiret.htm#_ftn11

Lo schema delle principali figure retoriche

Noi ci eserciteremo su alcune in particolare:

  • ONOMATOPEA

Articolo di Focus Junior

La mia sera

L’assiuolo 

Esercizio 1: Pensare a tutti i suoni che ci vengono in mente e scrivere a chi appartengono:

Tic tac – sveglia

Crac – un vetro che si infrange…

Esercizio 2: Quelle che seguono sono alcune voci onomatopeiche che dovete abbinare alla frase che si adatta loro:

slam; slurp; sgrunt; bau bau; gulp; grrr; drin drin; cra cra; ciuf ciuf; splash; tic tac; smack; pim pum pam; crac; clap clap

  1. Lo spettacolo è stato un vero successo.
  2. Passa il treno a vapore, quanto rumore fa!
  3. Il cane dei miei vicini non la smette di abbaiare.
  4. La porta dovrebbe essere chiusa delicatamente, invece lui la sbatte sempre.
  5. Sono salito sul ramo del pero, e quello si è rotto sotto il mio peso.
  6. Vieni qua, ché ti do un bel bacio!
  7. Hanno suonato il campanello, chi va ad aprire?
  8. Quando sono arrivato l’ufficio postale era già chiuso, che disdetta!
  9. Che strano rumore proviene da questo pacco: sembra una sveglia…
  10. Via tutti, devo fare il tuffo più bello del mondo!
  11. Che bel gelato! Posso assaggiarlo? Che buono!
  12. Quando ho visto quanto mi sarebbe costata quella riparazione, quasi mi veniva un accidente!
  13. Ma che voce brutta hai! Sembri una cornacchia!
  14. Ho scoperto che mi hai mentito ed adesso sono arrabbiatissimo con te!
  15. La notte di Capodanno si sentono scoppiettare petardi per ogni dove.

Tratto da: www.adgblog.it

Esercizio 3: Scrivi di fianco alla parola onomatopeica la cosa che la produce:

  • Es: tonfo: oggetto pesante che cade
  • sciacquio
  • gorgoglìo
  • tuffo
  • sciabordio
  • boato
  • scoppio
  • clangore
  • fragore
  • fruscio
  • sussurro
  • lampo
  • ticchettio
  • tintinnio
  • sfrigolare
  • friggere
  • balbettare
  • tartagliare
  • borbottare
  • stridulo
  • cozzo
  • schianto
  • acciottolio
  • lugubre
  • tetro

Animali:

  • abbaiare,
  • guaire,
  • latrare,
  • miagolare,
  • muggire,
  • belare,
  • gloglottare,
  • bramire,
  • cinguettare,
  • grugnire,
  • gracidare,
  • ululare
  • nitrire
  • ragliare
  • gracchiare
  • starnazzare
  • squittire
  • ronzare
  • chiocciare
  • mugghiare
  • ALLITTERAZIONE > per questa figura retorica mi sono avvalsa dei bei laboratori proposti nel bel sito di Renzo Mosca

“Trentatré trentini trotterellando tornavano da Trento…” la conoscete… è una filastrocca e uno scioglilingua famoso. Ed è anche un’allitterazione, vale a dire un modo di fare poesia ripetendo uno o più suoni in parole successive. È una tecnica molto efficace e viene spesso utilizzata anche nei modi di dire e nella pubblicità e nei proverbi, oltre che nella poesia modi di dire: far fuoco e fiamme; mettere a ferro e fuoco; vivo e vegeto; tener testa; tessere trame; stinco di santo; andar per mari e per monti; slogan pubblicitari: Prezzi pazzi; Amadori per veri amatori; Coca Cola…………. proverbi: chi dice donna dice danno..…chi dorme non piglia pesci….

“Una fila di formiche nere

forma la felicità del formichiere.

Con la lunga lingua le sugge

e di piacere in cuor suo si strugge”.

 

“Senza sole sto in silenzio”

Mormora la meridiana al monaco Menanzio.

 

“Passano passeri lievi come pensieri

sulla tettoia tanto son leggeri”

 

D’Agosto l’aragosta si gusta con la crosta

ma giuro che una goccia d’angostura non guasta!

 

“Fresche le mie parole nella Sera

ti sian come il fruscio che fan le foglie…”

D’Annunzio

 

Eugenio Montale:

“Trema un ricordo nel ricolmo secchio

nel puro cerchio un’immagine ride…

Ah che già stride la ruota…”

 

Nei Malavoglia così scrive Giovanni Verga:

“ Il mare è amaro e il marinaio muore in mare…”

Cominciamo col costruire catene di parole allitteranti:

ramarro – rosso – raro – ruggine – rosa – rampa – rima – rami – robinia – resto – rombo – rimane – rabbia – rassegnato – riprende – rabbioso – riso – riscalda – ricco – ritrovo – rododendro – rosa – ragno – ronzio – Renato – rubato – riflessi – ramati – rendita- ronfa….

Ora scegliamo fra queste parole quelle che ci possono servire a creare una breve composizione, perché sono legate fra loro da una qualche vicinanza di significato o di relazione. In questo caso direi di partire dal ramarro:

ramarro – raro – rampando – rami – robinia – ragno – rosso – rassegnato – rabbioso – riprende – riflessi – riscalda – ramati -ronfa

Proviamo:

Un raro …………..

smeraldino dai riflessi…………..

correva …………………….

sui rami di una………………

dietro una grosso ragno …………….

Ha perso la preda!

 

…………………………. s’arrende,

rassegnato ……………..

la strada, pigro si …………………

sul muro assolato, presto

s’addormenta,

…………….. beatamente.

Completate la composizione con le parole che sono state scelte ma non sono state usate e poi cercate un titolo.

Un’altra catena di parole che contengono allitterazioni:

stamattina – stanno – sole – stufano – stalla – sono – sembrano – stanchi – signore – scappati – salute – sinceri – sempre – soffia – spingono – sfondo – silenzio – solo – serpenti – senza

Adesso tocca a te, prova a inventarne una da cima a fondo… magari con un compagno!

Dall’allitterazione è facile ricavare un gioco di parole molto divertente: il tautogramma, che non è un tatuaggio del vostro cardiogramma, ma una composizione con parole che iniziano con la stessa lettera:

Felix furbo felino,

fulminante furetto

flessuoso, fugge

fra felci, fronde,

foreste fatate,

fulgido folletto,

felice figlio di fata Fortuna!

Provate a creare un tautogramma in C:

Coperto – cera –caspita – cortile- come – cammello – cado – certo – cose – certe – cieco cuoio – crollando – capitano – calza – corre – chi – cammino – calzature – come

I tautogrammi sono spassosi e possono servire a descrivere un animale, un gioco, una persona usando le lettere che si preferiscono. Provateci!

Un esempio, con il nome Marina, proviamo a descriverla usando tautogrammi per ogni lettera del suo nome, notate che è anche un acrostico!

Mamma mia, miracolosa Marina,

Artista, amabile, angelica

Risoluta, rende reali

Impossibili imprese inoltre

Non negativa

Accetta amichevoli aiuti.

  • SIMILITUDINE

Dopo aver letto la poesia ‘A mia moglie’ di Saba siete invitati a comporre delle similitudini su queste coppie:

  • calciatore /cavallo,
  • bambino/primavera,
  • sole/capelli,
  • libertà/mare.

Completa ora le seguenti similitudini:

  • La poesia è come…
  • Le arance sugli alberi sembrano…
  • Il fiume in piena pare….
  • La campagna d’estate sembra….
  • METAFORE
  1. Fare una sviolinata
  2. Avere le mani bucate
  3. Rimboccarsi le maniche
  4. Prendere a pesci in faccia
  5. A monte
  6. Essere un grissino
  7. Far cantare qualcuno
  8. Metterci una pietra sopra
  9. Cogliere la palla al balzo
  10. Alzare il gomito

Per scoprire il significato di ogni espressione metaforica prova a leggere le seguenti frasi:

  1. Se ti fanno una sviolinata, non stanno suonando il violino per te, ma…
  2. Se ti rimproverano di avere le mani bucate, non significa che le tue mani siano brutte o screpolate, ma che…
  3. Se qualcuno ti dice che devi rimboccarti le maniche, non devi preoccuparti se in quel momento non indossi una camicia, ma…
  4. Se ti prendono a pesci in faccia, non ti stanno tirando pesci sul viso, ma…
  5. Se ti dicono che il problema è a monte, non devi andare a cercarlo in montagna, ma…
  6. Se ti dicono che sei un grissino, non devi pensare di aver capito male (grassino, forse?), ma…
  7. Se senti dire che la polizia è riuscita a far cantare l’assassino, non significa che alla polizia piace ascoltare canzoni, ma che…
  8. Se, dopo una discussione, ti chiedono di metterci una pietra sopra, non devi guardarti intorno in cerca di qualche ciottolo, ma..
  9. Se un amico ti consiglia di cogliere la palla al balzo, non devi pensare che ha voglia di giocare a calcio con te, ma che…
  10. Se qualcuno, prima di salire in macchina, ti chiede se hai alzato il gomito, non devi ricordarti se nell’ultima mezz’ora hai alzato le braccia, ma se…
  • PERSONIFICAZIONE > anche in questo caso mi sono servita del sito di Renzo Mosca

Immagina ad esempio di voler personificare: il sole

Che fa? Sorge, tramonta, splende, illumina, riscalda….

Trasforma le azioni elencate in altre, in parte simili, ma compiute dall’uomo:

  • sorge: si sveglia al mattino
  • tramonta:
  • splende:
  • illumina:

Come nell’esempio personifica:

  • il tuo zaino-cartella (cosa fa, come si sente, cosa pensa, cosa desidera…)
  • Il banco di scuola
  • Un uccellino in gabbia
  • Un pallone di calcio
  • Un computer

Tace, mormora,

sospira

urla sulla cresta

degli alberi, si arresta

piano respira

rotola sull’erba

pizzican le guance delle fanciulle

e s’allontana,

scompiglia i capelli

dei monelli

e fugge via

vestito d’azzurro e verde

di colpo tace, si perde.

Abbiamo descritto il vento come se fosse una persona e con le parole disegna il suo muoversi, agitarsi, parlare.

Imita il poeta: aggiungi delle parole alle seguenti personificazioni: il mare, l’auto, la lavagna

  • ANAFORA 

Piove

Piove a catinelle dopo tanto tempo

Piove a dirotto e il giardino è contento

Piove che dio la manda mi bagno la testa

Piove fitto fitto e beve la foresta

Piove da annegare e nuoto per le strade

Piove da non credere forse il cielo cade!

Piove governo ladro e la terra si pulisce

Piove a barili qualcuno starnutisce

Piove da sei giorni io ho i piedi a mollo

Piove da paura e c’ho l’acqua al collo

Piove dappertutto e non ho l’ombrello

Piove azzurro e argento, il mondo è più bello

Piove sul bagnato tanto peggio per me

Piove da diluvio mi serve l’arca di Noè.

Neve

Cade la neve e imbianca tutto quanto

Cade la neve, che magia, che incanto!

Cade la neve senti quanto gelo

Cade la neve lenta lenta dal cielo

Cade la neve e sono lievi i fiocchi

Cade la neve si scioglie se la tocchi

Cade la neve sugli orti e sui giardini

Cade la neve e giocano i bambini

Cade la neve e il mondo è addormentato

Cade la neve un pupazzo è spuntato…

Ancora:

Cade la neve e imbianca le strade

cade la neve e copre le contrade

cade la neve sopra la pianura

cade la neve l’aria si fa scura

cade la neve e volano i fiocchi

cade la neve son felici i marmocchi

cade la neve e sembra sia farina

cade la neve fino a domattina

cade la neve il mondo è più bello

cade la neve e non voglio il cappello…

E’ vero

E’ vero che il pozzo è nero

E’ vero che è una pianta il pero

E’ vero che è di cera il cero

E’ vero che è grande il maniero

E’ vero che è altero il levriero

E’ vero che è fitto il mistero

E’ vero che un cappello il sombrero

E’ vero che il fornaio è mattiniero

E’ vero che il volo è leggero

E’ vero che l’eremita è austero

E’ vero che il diviso non è intero

E’ vero che è un ballo il bolero

E’ vero che l’amico è sincero.

Esercitati tu facendo iniziare i versi della tua poesia con le seguenti parole (può essere ogni verso o uno ogni due):

  • Sono solo….
  • La scuola è finita….
  • Nel silenzio….

Dopo aver letto la poesia di Moretti cerca di fare un lavoro un po’ più personale cercando di descriverti, come ha fatto lui, mettendoti in antitesi con gli altri!

Non come gli altri

Io non son come gli altri e mi dispiace.

Io non son come gli altri,è un mio sconforto.

Io non son come gli altri, io so chi piace.

Io non son come gli altri, io vedo storto.

 

Io non son come gli altri, amo chi giace.

Io non son come gli altri, io penso all’orto.

Io non son come gli altri e non ho pace.

Io non son come gli altri e son già morto.

(Marino Moretti)

Ed ora qualche esercizio online per mettervi alla prova:

Esercizi 1

Esercizi 2

Quattro passi nella POESIA – parte uno – rime, versi e senso connotativo

Sapete che la poesia è parente della filastrocca… voi sicuramente conoscerete filastrocche, conte, ninne nanne, scioglilingua…

Ora scrivete quelle che ricordate su dei cartoncini con la forma che volete così le attacchiamo in classe!

Esistono differenti tipi di rima:

baciata: AABB

alternata: ABAB

incrociata: ABBA

Non ci sono solo le rime ma anche le

L’assonanza è la ripetizione, a partire dall’accento tonico, di vocali identiche.
La consonanza è la ripetizione, a partire dall’accento tonico, di consonanti identiche.

Ora esercitiamoci su queste frasi con i differenti schemi metrici:

  • Mangio pane tutto il giorno…
  • Questa scuola non mi piace…
  • Per giocar non ci vuol tanto…
  • Il paese che mi piace….
  • Quando gioco coi colori…
  • Se potessi far magie…

Oppure inventare delle filastrocche coi vostri nomi:

Costanza Farinelli

Che ama i passatelli

Farinelli Costanza

ha sempre il mal de panza

Per esercitarci utilizzeremo i Limerik oltre agli esercizi presenti sul vostro libro provate a scrivere dei limerik su questi spunti:

  • C’era una ragazza di Barletta…
  • Un antipatico maestro ravennate…

E ora inventa tu di sana pianta…

I versi hanno nomi differenti a seconda del numero di sillabe che contengono:

  • trisillabo o ternario (3 s)
  • quadrisllabo o quaternario (4 s)
  • quinario (5 s)
  • senario (6 s)
  • settenario (7 s)
  • ottonario (8 s)
  • novenario (9 s)
  • decasillabo (10 s)
  • endecasillbo (11 s)

Le poche regole che differenziano la normale sillabazione da quella poetica sono:

sinafale: sof/fer/ma al/ li/mi/tar ‘ma al’ forma una sola sillaba dall’unione della vocale finale e dalla vocale iniziale dei due vocaboli.

diafèle: è il contrario, due vocali consecutive si pronunciano separate perché hanno una funzione tonica (In/co/min/ciò /a/ far/si)

Ne esisterebbero altre… ma ve le risparmio…

Per imparare a contare i versi ci eserciteremo con STORNELLI ed HAIKU

Stornelli

Lo stornello è un tipo di poesia generalmente improvvisata molto semplice, d’argomento amoroso o satirico, affine alla filastrocca. Lo stornello è tipico dell’Italia centrale, in particolare Toscana, Lazio e Marche, successivamente si è diffuso anche nell’italia meridionale.

Secondo alcuni storici della letteratura e della musica, il termine stornello deriverebbe dall’uso di cantare a storno e a rimbalzo di voce da un luogo ad un altro.

Questo tipo di componimento è costituito da un numero imprecisato di strofe dalla struttura molto semplice. Ogni strofa è solitamente composta da tre versi:

il primo verso è un quinario, e generalmente contiene l’invocazione ad un fiore;

gli altri due sono endecasillabi, di cui il primo è in consonanza ed il secondo in rima col verso d’apertura.

In genere questo tipo di componimento viene accompagnato da musica o cantato.

Un esempio tipico di stornello “con fiore”:

« Fior di giaggiolo,

Gli angeli belli stanno a mille in cielo,

Ma bello come lui ce n’è uno solo. »

(Tozzetti e Menasci – Cavalleria rusticana)

 

Fior di limone

A fine maggio ne ho le tasche piene

E a scuola non vado con convinzione

 

Fiore di fico

Domani vado al ristorante greco

Come sempre mi accompagna un amico

 

Haiku

L’haiku è una antica forma di poesia giapponese.

Tre versi lievi e profondi che catturano attimi, stagioni, il vibrare di una consapevolezza.

E’ lecito chiedersi se abbia senso in occidente provare a comporre haiku limitandosi a replicare una forma, noi così lontani da quel mondo e da quel tipo di sensibilità.

Lo ha, secondo noi, se dell’haiku si prova a cogliere lo spirito leggero. Se si utilizza il pretesto formale del canone 5-7-5 sillabe per esercitarsi nella sintesi e nella capacità di vedere il minuscolo. Da parte nostra ci vuole molta ironia, molta voglia di giocare con le parole. Lasciamo ai poeti seri ogni tipo di riflessione, noi siamo quelli impegnati a contare sulle dita. Noi e i bambini di tutte le età che vorranno lasciarsi coinvolgere.

Tra i molti sentimenti presenti in un componimento i principali possono essere:

Sabi, il silenzio: il sentimento della solitudine, del distacco, della calma.

Wabi, l’imprevisto: lo stato d’animo prodotto da qualcosa di inaspettato che attira l’attenzione e risveglia dalla malinconia.

Yugen, il misterioso: lo stato d’animo prodotto dal fascino inspiegabile delle cose, il sentire un universo ‘altro’, colmo di misteriosa unità.

COME SI COMPONE UN HAIKU

primo verso: 5 sillabe

secondo verso: 7 sillabe

terzo verso: 5 sillabe

Si inizia dall’osservazione, dai momenti di tutti i giorni, dal cogliere l’attimo. Scegliamo una parola che ci colpisce, ne contiamo le sillabe, ci giriamo un po’ intorno… e l’haiku è già composto!

Il testo è preso dal bel sito: Haiku seduti sotto la luna 

Provare a scrivere un haiku su una di queste situazioni:

  • primo giorno di scuola
  • l’inizio delle vacanze
  • il primo bagno al mare
  • un abbraccio quando sono triste
  • l’alba
  • il tramonto
  • la colazione
  • l’amicizia
  • l’amore per un animale domestico

tramonto-elba (1)

 

Ora invece cerchiamo di capire cosa significano i termini: senso connotativo e denotativo

Leggiamo la poesia Carta di Roberto Piumini, poi leggiamo la spiegazione tratta dal libro Calicanto di Pimini- Zamponi

E prendi carta

bianca

o azzurra verde rossa

di ogni colore,

un lenzuolo spiegato

una gran sabbia liscia*

acqua pulita,

carta aria*

per una penna di fumo,

carta mare*

per una penna pirata.

Carta nera

se sei Penna Bianca

ma non carta carbone.

Prendi una carta non confusa, chiara

che aspetti il segno come un prato di neve*

la tua corsa strillata.

Dunque

ogni carta va bene

purché sia spazio abbastanza

e silenziosa.

Roberto Piumini

Carta di Piumini Roberto

Svolgiamo ora questi simpatici esercizi per approfondire il significato di

  • denotazione è il semplice significato letterario di un termine; per cui “siepe”, per esempio, è “una fila di arbusti disposta a recingere apprezzamenti di terreno”.
  • connotazione è, invece, il contenuto emotivo, l’alone di suggestioni che caratterizza un termine e per estensione un testo. Per cui la siepe in Leopardi acquista un alto valore emotivo, aprendo lo spazio all’infinito.

Esercizio online

 

Il testo descrittivo: un percorso fra i cinque sensi

Iniziamo un nuovo percorso per allenarci nella costruzione di un testo descrittivo. Prendi il quaderno e scrivi in alto il titolo ‘TESTO DESCRITTIVO’.

Nel quaderno, sotto il titolo riporterai la parte teorica delle varie tappe e le soluzioni degli esercizi

PRIMA TAPPA: Perché si descrive?

Il testo descrittivo può avere scopo

  • informativo ( per fornire delle conoscenze su qualcosa, qualcuno e qualche luogo – notizie, enciclopedie, saggi….)
  • espressivo (per suscitare emozioni durante una narrazione)
  • persuasivo (pubblicità di vario tipo, turistica e di ogni oggetto o esperienza da promuovere)

Cerca di abbinare i tre testi sottostanti ai tre scopi citati sopra:

  1. 1192 isolotti che affiorano dalla laguna turchese,acque limpide che lambiscono spiagge bianchissime, scenari marini di indimenticabile bellezza, uno stupefacente habitat naturale dove pesci dai colori sgargianti guizzano veloci tra madrepore. Queste sono le Maldive, le isole di corallo.
  2. Nelle belle giornate d’estate, vedo avanzare i raggi lungo la parete bianca, man mano che s’alza il sole: gli olmi che stanno davanti alla mia finestra li rifrangono in mille modi e li fanno ondeggiare sul mio letto color di rosa e bianco, che diffonde dappertutto una luce incantevole nata dal loro riverbero.
  3. La chitarra è uno strumento musicale a corde pizzicate costituito da una cassa armonica a forma di 8, con fondo piatto e un foro circolare nella parte superiore e da un lungo manico munito di sbarrette trasversali, i tasti, che facilitano all’esecutore l’intonazione. Le corde (di minugia, lino, seta, nylon o metallo) sono 6.

SECONDA TAPPA: in che modo si può descrivere?

  • Oggettivo: quando si descrive una persona, un ambiente oppure un oggetto in modo neutro,il più possibile fedele alla realtà e valido per tutti.
  • Soggettivo: quando si descrive una persona, un ambiente oppure un oggetto in modo che emergano i sentimenti e le emozioni di chi scrive.

Svolgiamo assieme questo esercizio: indica nelle seguenti frasi la modalità prevalente della descrizione (soggettiva/oggettiva):

  • Qualità di suono eccellente e durata delle batterie sono le caratteristiche dei lettori CD audio portatili: un’offerta straordinaria per una calda estate di musica.
  • Che stoffa stupenda la tua camicia: cotone misto a seta. E che colori vivaci. Dove l’hai comprata?
  • Il computer ha un disco rigido di 80 giga ed un modem incorporato.
  • L’esecuzione dell’Orchestra Filarmonica di Vienna è stata magistrale come sempre: la perfezione di suoni e lo stile della direzione hanno affascinato il pubblico in sala.
  • L’uomo è un essere dotato di intelligenza e capacità di discernimento.
  • La porta socchiusa lasciava trasparire un filo di luce e il cigolio sommesso che producevano i cardini vecchi e consunti provocava un sentimento di angoscia.
  • La mia piccola tartaruga è un animaletto carino, con il guscio duro come la sua testolina: infatti fa sempre quello che vuole.
  • Il pavimento della mia camera è un parquet di colore chiaro, in legno d’acero.
  • Le dimensioni delle testuggini vanno dai 15 cm fino ai 2,4 m; la testa, gli arti e la coda sono retrattili.
  • La copertina del libro che ho acquistato è priva di illustrazioni e il titolo bianco campeggia su uno sfondo blu oltremare.

TERZA TAPPA: per guardare bisogna osservare.

Che differenza c’è tra le due attività: guardare significa rivolgere lo sguardo verso qualcuno o qualcosa, osservare invece implica un’attenzione, una cura un tempo particolari che prevedono la partecipazione di tutti i sensi.

Guardate questo video.

Proviamo a fare questa attività: qualcuno di voi sarà chiamato a chiudere gli occhi e a descrivere l’abbigliamento di un compagno o della docente, una zona dell’aula per capire se ha solo guardato o ha anche osservato….

Ed ora un esercizio per tutti.

Guardiamo per dieci secondi questa immagine poi, una volta richiusa dovete rispondere per iscritto su un foglio alle seguenti domande:

  1. Di che colore è la tenda?
  2. Cosa tiene in mano la signora?
  3. I capelli della signora sono ricci o mossi?
  4. Che uccello c’è in alto a sinistra?
  5. Cosa è disegnato sulla vestaglia della signora?
  6. Di che colore sono le sue ciabatte?

QUARTA TAPPA: parole per descrivere.

Il testo narrativo descrittivo è più completo se si usano tanti nomi e aggettivi diversi per rendere le mille sfumature che una persona, un oggetto, un luogo, una situazione possono avere per ciascuno di noi.

Questa tappa del percorso serve proprio per ampliare il nostro lessico, aggiungere nomi e aggettivi che ci permetteranno di descrivere meglio quello che ci circonda.

Prendiamo un DIZIONARIO ogni due, alcuni esercizi li svolgeremo in classe altri a casa.

NASO – odore

MANI – tatto

ORECCHIE – suono

BOCCA – gusto

OCCHI – vista

Ed ora svolgiamo online degli esercizi sul nuovo vocabolario acquisito:

TESTO DESCRITTIVO 1

TESTO DESCRITTIVO 2

Esercizio: ora assieme ai ragazzi a cui siete stati abbinati dovrete descrivere una pietanza secondo i cinque sensi. entrambi utilizzerete il gusto, perché è una cosa molto personale, mentre dovrete dividervi gli altri due sensi secondo le indicazioni dell’insegnante e fare una breve descrizione. Queste saranno poi assemblate in un documento che pubblicheremo sul nostro sito di classe.

QUINTA TAPPA: descriviamo una persona


Ora facciamo questo esercizio collettivo seguendo lo schema proposto. Dovremo descrivere in un testo collettivo la nostra bidella. Ognuno scriverà sul proprio quaderno e la prof. scriverà alla LIM. Prendiamo spunto da questo esempio preso da internet:

1.Aspetto fisico
Corporatura: normale, spalle larghe, di media statura, ben proporzionata, slanciata
Carnagione: pelle chiara,pallida, leggermente rosata sulle guance con qualche lentiggine
Capelli: lunghi fino alle spalle, mossi, ben curati , voluminosi, di colore castano scuro, grossi, morbidi.
Volto: grazioso , ovale, regolare,occhi grandi ben disegnati, di colore castano scuro,vispi, sorridenti, le labbra sono carnose rosee
Voce: calma, pacata, bassa , dolce, suadente
Mani: lunghe, ben curate, di media grandezza
Portamento: si muove con agilità, cammina con passo deciso e veloce
2.Abbigliamento
Veste sempre in modo sportivo ma molto curato e ordinato. Di solito i suoi abiti sono molto colorati con motivi floreali. Oggi indossa una gonna di colore beige, di velluto a coste, una maglia nera e un maglione grigio a torciglioni. Calza un paio di stivali di vernice colore bordeaux. Al collo porta un ciondolo a stella e un cordoncino di colore rosso benedetto dal Dalai Lama( monaco tibetano)
3.Età
Trentotto anni
4.Comportamento
Parla con tutti,pronta ad eseguire ogni compito, sempre attenta e premurosa, sorridente e gioiosa si dà da fare per aiutarci in ogni attività, paziente ci incoraggia e ci sprona a fare sempre meglio.
5.Carattere
Allegra, vivace, rispettosa, delicata, gentile, sempre disponibile con tutti.
6.Qualità e difetti
Buona, simpatica, affettuosa, affabile. Non sopporta le persone sleali e bugiarde, è intollerante con chi è maleducato, è testarda ( fa fatica a cambiare idea), è molto disordinata e troppo meticolosa. Per svolgere i propri compiti impiega tanto
tempo , più del necessario, è permalosa e se si arrabbia rimugina per molto tempo.
7.Interessi
Le piace camminare in montagna e all’aria aperta in generale. Recita in una compagnia teatrale amatoriale e segue costantemente un corso di teatro e di canto. Ama lo yoga anche se lo pratica saltuariamente. Le rimane poco tempo per
leggere e ha un cantante particolare che segue possibilmente nei suoi concerti che si chiama Bruce Springsteen.
Adora gli animali soprattutto le mucche e i gatti, le piacciono molto gli insetti e si arrabbia quando la gente non li rispetta.
8.Curiosità
Le piace salutare persone durante le passeggiate in montagna. Ascolta volentieri le persone , adora contemplare il cielo di notte e in primavera ama ascoltare il verso del rospo smeraldino.

Ora a casa utilizzando la tabella seguente dovrai descriverti e il tuo collega dell’altra classe leggendo la tua descrizione dovrà individuarti all’interno della foto di classe!

 

 

 

 

Le fiabe ieri e oggi

Per prima cosa partiamo elencando tutti i titoli di fiabe che conoscete, come ad esempio:

Biancaneve, Cenerentola, Il gatto con gli stivali…

Dopo aver letto e ascoltato qualche fiaba proviamo a trovare gli elementi comuni a tutte….

Non siamo i primi ad aver fatto questo pensiero anche il signor Propp tanto tempo fa notò delle somiglianze tra le fiabe di tutto il mondo e dopo averne lette a centinaia stilò un lungo elenco di situazioni ricorrenti, di personaggi fissi e uno schema ricorrente:

Equilibrio iniziale (esordio);
Rottura dell’equilibrio iniziale (movente o complicazione);
Peripezie dell’eroe;
Ristabilimento dell’equilibrio (conclusione).

Qui invece potete vedere i personaggi e tutte le funzioni individuate da Propp:

Ruoli e funzioni di Propp tratte dal sito di scuoleasso.gov.it

Bene, ora proviamo ad ascoltare alcune fiabe classiche ed ad individuare gli elementi di Propp:

Barbablu

 

Enrichetto dal ciuffo

 

Il gatto con gli stivali

 

Il principe ranocchio

 

L’acciarino

 

Praseidimio

 

Raperonzolo

 

Undici cigni selvatici

 

Le fate

 

Ed ora tocca a te inventare.

Dopo aver ascoltato la fiaba di Cenerentola riscrivi la storia scegliendo una delle seguenti modalità:

  1. Cosa accadde dopo il matrimonio? Fu davvero tutto rose e fiori? Come fu la vita coniugale della giovane principessa?
  2. Ambientala ai giorni nostri. Chi sarebbe Cenerentola e che lavoro farebbe? Il principe sarebbe proprio di stirpre regale o solo un gran riccone? E le sorellastre? La fata vestirebbe Cenerentola all’ultima moda? E come si presenterebbe alla festa? Dai il via libera alla tua fantasia!

Cenerentola

 

In classe ora dopo aver letto le vostre fiabe proviamo a cimentarci in un’altra riscrittura: cosa accadrebbe se Cappuccetto non fosse rosso ma zozzo, oppure vecchio, largo o ancora brutto…. inventa.

 

Bene e ora alla fine del percorso ti propongo la visione di un film:

La città incantata di Hayao Miyazaki

La Favola, un percorso di riscrittura

Per iniziare ascolteremo alcune favole classiche.

Stai molto attento e cerca di annotare per ognuna le seguenti caratteristiche:

  • i protagonisti
  • il tempo in cui è ambiantata
  • cosa vuole insegnare (la morale)

Buon ascolto!

Il leone e il pavone

 

Il ragazzo che gridava al lupo

 

Il cane e l’osso

 

Ora cimentati tu nella riscrittura di un testo.

Riscrivi l’ultima favola utilizzando come prima parola ‘L’osso’

Ora per casa riscrivila usando solo il tempo presente!

Qui di seguito trovi il testo scaricabile in formato word: testo de ‘Il cane e l’osso’

 

Ora esercitiamoci ancora nella scrittura.

Guardate queste immagini e cercate di riscrivere la favola che narrano:

il-leone-e-il-topo

‘Il leone e il topo’

 

Leggiamo ora sul tuo libro la favola di Esopo: Il corvo e la volpe.

Ora riscrivila immedesimandoti nel pezzo di carne, dovrai quindi scriverla in prima persona.

Ora riscrivila con un lipogramma in P, cioè dovrai evitare tutte le parole che contengono la p.

Leggiamo infine dal tuo libro Il lupo e l’agnello. Ancora una volta sei chiamato a riscrivere la favola

  • con un lipogramma in L,
  • partendo dalla parola ‘Il fiume’,
  • e per i più temerari, in coppia o in tre, riscriverla in rima.

Nelle favole gli animali quindi mostrano caratteristiche, pregi e difetti, tutti umani. Cerchiamo assieme di scrivere  un elenco di animali abbinando loro le  caratteristiche umane che di solito gli si attribuiscono con eventuali modi di dire:

  • furbo – astuto come…. ,
  • lento come…..

In coppia o da soli prendete un animale con la sua caratteristica e cercate di scrivere una favola.

RICORDA BENE: la favola deve essere breve e spiegare, grazie ad un piccolo fatto, la caratteristica che hai abbinato all’animale. Prova ad inserire la morale esplicita.

l’ODISSEA

 

 

Ecco qui un percorso alla veloce scoperta del poema omerico che parla di Ulisse…. ovvero l’Odissea.

Per prima cosa cercate di riconoscere tra i disegni riportati nel documento sottostante gli episodi che rappresentano e che trovate descritti brevemente nella trama dell’Odissea sul vostro libro. Provate a numerarli partendo dal più vecchio fino al più recente:

Odissea – disegni

Bene! Ben fatto! Ora, dopo averli colorati, mettete da parte i disegni che vi serviranno in seguito e cerchiamo di farci un’idea del lungo percorso che il povero Ulisse ha dovuto seguire prima di riabbracciare Penelope.

Mappa interattiva del viaggio di Ulisse (in inglese)

Eccoci arrivati al lavoro vero e proprio.

Nel link sottostante potete trovare il Blog che Odisseo scrisse tenendo memoria delle sue avventure, descrivendo quanto accaduto in prima persona.

  • In classe inizieremo a leggere il blog per quanto riguarda gli episodi selezionati, collegati alle immagini che avete.
  • Una volta letto l’episodio narrato in prima persona dovrete riassumerlo sul quaderno, raccontandolo in terza persona.
  • Vicino al racconto di ogni episodio incollerete il disegno  che lo riguarda.

Il Blog di Odisseo

Per i più curiosi qualche approfondimento in più: approfondimenti sull’Odissea

Per studiare meglio ecco tre mappe concettuali prese da internet:

ODISSEA www.mappe-scuola.com luigi cattaneo.cmap

 

 

odissea

 

 

ODISSEA2

Epica a fumetti: Orfeo ed Euridice, Edipo e la Sfinge

Per movimentare un po’ la lezione di Epica (che è una tra le mie preferite!) ho introdotto l’uso del fumetto. In questo modo penso possa essere più facile per i ragazzi con poca memoria focalizzarsi su una storia, avendo a disposizione anche le immagini oltre che il testo.

Sono partita presentando loro la storia di Orfeo ed Euridice. Per prima cosa l’ho raccontata loro in modo coinvolgente, poi gli ho presentato questo fumetto, in cui precedentemente avevo cancellato le scritte, e li ho invitati a completarlo:

Orfeo ed Euridice 1 - senza scritte

Orfeo ed Euridice 1 – senza scritte

Orfeo ed Euridice 2 - senza scritte

Orfeo ed Euridice 2 – senza scritte

Orfeo ed Euridice 3 - senza scritte

Orfeo ed Euridice 3 – senza scritte

Come secondo step ho provato a farli cimentare con un fumetto loro. Abbiamo letto assieme il mito di Edipo e la Sfinge (solo la parte che riguardava l’indovinello) e ho chiesto loro di provare a disegnarlo sotto forma di fumetto. Questo è stato il risultato:

Cartellone con i fumetti di Edipo e la Sfinge della I E

Un terrificante ebook!!!

Per migliorarmi ancora nell’utilizzo del formato ebook ho deciso di trasformare in libro digitale una serie di esercizi che abbiamo svolto leggendo racconti di paura. Ho cercato di abbinare questo genere letterario, molto amato dai ragazzi, al testo descrittivo. In questo modo i ragazzi hanno ampliato il loro vocabolario con i termini che attengono al modo della paura e si sono divertiti… almeno mi è sembrato!

Questo è il risultato.

Mi raccomando non leggetelo se siete deboli di cuore!

Il brivido di leggere

Ri…favoliamo: un ebook sulle favole

Dopo un percorso sulla riscrittura delle favole, con i miei ragazzi di prima abbiamo pensato di rendere visibile il nostro lavoro trasformandolo in un e-book.

Ri...favoliamo

I ragazzi hanno inoltre disegnato le illustrazione per abbellirlo. Dove mancavano i disegni sono ricorsa alle immagini tratte da ‘I Raccontastorie’ una vecchia raccolta di fiabe sonore in musicassetta che usciva settimanalmente in edicola e con cui ero solita addormentarmi le sere della mia infanzia.

Utilizzo spesso questi file audio durante le mie lezioni, soprattutto in prima media. Le voci di quegli attori famosi sono sicuramente più accattivanti della mia per raccontare le favole di Esopo o gli antichi miti greci…

(infatti ho trovato un sito in cui si possono scaricare in formato mp3, che puoi vedere qui)