Come scrivere la RECENSIONE di un libro

Partiamo innanzitutto leggendo qualche recensione di ottimo livello:

Libri-Halloween-750x450

Il pesce rosso numero 14

Drilla

Il mio amico Harold

Al limite estremo

Ed ecco qui alcuni consigli utili:

Una recensione di un libro rappresenta un’analisi critica e una valutazione sulla sua qualità e il suo significato, là dove si mette in luce l’intento dell’autore e la misura in cui questi è riuscito ad esprimere tale intento.

Di fatto non esiste un unico modo per recensire un libro. Le recensioni sono esposizioni personali che riflettono le opinioni del recensore.In ogni caso, l’obiettivo di una buona recensione deve essere quello di spingere alla riflessione scaturita dagli eventi raccontati in un libro.Spesso si leggono in rete recensioni letterarie che altro non sono se non un breve riassunto degli eventi che si susseguono nel libro. Una buona recensione deve avere caratteristiche che invoglino il lettore ad andare il libreria ed acquistare il romanzo.

L’opinione del recensore viene fuori già dal taglio con cui si descrive il libro, dalle citazioni che si selezionano, dalla scelta stessa del libro da recensire, pertanto, una buona recensione dovrebbe tendere comunque all’oggettività: in altre parole si tratta di far emergere il proprio giudizio, senza dichiarazioni come “vi consiglio di leggere questo libro”.

Durante la lettura, può essere utile prendere degli appunti: aiutano a ricordare meglio tutti pensieri suscitati dalla lettura del libro. Appuntare le frasi che ci colpiscono: non necessariamente si deve trattare di qualcosa che è stata detta direttamente da un personaggio, al contrario, potrebbe essere semplicemente un passaggio del libro che sostenga un tema o la tesi, o che rappresenti bene lo stile dell’autore.

Dare qualche notizia dell’autore facendo una piccola ricerca (premi vinti, se è giovane o meno, libri scritti…)

La prima cosa da fare è introdurre al lettore di cosa si sta parlando: questo perché non sempre il lettore conosce il libro oggetto della recensione, né tantomeno è per forza di cose a conoscenza del genere: romanzo, saggio ecc.

Per iniziare al meglio una recensione, occorre dunque fornire i seguenti elementi introduttivi:

  • l’autore
  • la casa editrice;
  • l’anno di pubblicazione
  • il genere (rosa, giallo, horror, fantasy, saggio politico ecc.)

Descrivere la trama, un modo per raccontare in breve il contenuto senza rivelare troppi dettagli, potrebbe essere quello di usare alcune citazioni dal libro, a patto che siano brevi mantengano un alone di mistero.

Fornire una chiave di interpretazione: quante storie troviamo dentro al libro? Quali temi voleva affrontare (amore, amicizi, famiglia, mistero, fede…)? C’è riuscito ugualmente in tutti?

Ad esempio si può analizzare le differenti tematiche affrontate dal libro (es. l’amore, il sacrificio, il rapporto uomo-natura ecc.), cercando di esprimere in che misura l’autore sia risuscito a rappresentare tali tematiche.

Per ciò che concerne la forma (il modo con cui l’autore scrive), ci si deve concentrare sul modo che ha l’autore di usare le parole e il linguaggio: predilige i dialoghi o le descrizioni? Il ibro scorre veloce, la narrazione è incalzante o lenta? Usa un linguaggio semplice e colloquiale o elevato con parole complesse e formali? Utilizza molte figure retoriche (paragoni, metafore, similitudini…)?

Paragoni: la recensione di un libro può essere scritta anche mettendo in relazione più opere di uno stesso autore, mettendo in questo caso in evidenza i tratti caratteristici dell’autore e analizzando affinità e divergenze con le altre opere sia dello stesso autore o delle stesso genere che voi avete già letto.

Esprimere il proprio giudizio: per esporre il proprio giudizio, si può tenere conto di alcune domande, come ad esempio:

qualcosa in particolare ha attirato la vostra attenzione o ha suscitato in voi la voglia di saperne di più? Ci avete messo molto a leggerlo o siete andati veloci, cosa vi ha rallentato o al contrario incalzato? Siete riusciti a immedesimarvi, avete trovato nella storia, delle affinità con la vostra esperienza? Qualcosa che sia capitato anche a voi. quali parti sono rimaste più impresse nella vostra mente? A chi vi sentireste di consigliarlo e perché? Se voi foste l’autore cosa cambiereste per renderlo più significativo?

Quale linguaggio utilizzare: evitare di utilizzare aggettivi qualunquistici (ad esempio “è un libro bellissimo”), e puntare ad aggettivi davvero qualificativi, ricchi di significato (ad esempio “è un libro irriverente”).

Rilettura: una volta terminata la recensione, è bene rileggerla più volte, cercando di immedesimarsi in un lettore che non abbia ancora letto quel libro. Le domande da porsi, in questo caso, sono: Ho capito tutto quello che è scritto? Riesco a farmi un’idea della trama e delle tematiche? Il giudizio espresso sembra ragionevole?

Molto utile far leggere la recensione ad un amico, un ottimo modo per assicurarsi che il contenuto sia chiaro e di facile comprensione.

Rileggere ad alta voce per controllare se il testo scorre bene.

 

Manifesto della comunicazione non ostile

Riflettiamo sul peso che possono avere le parole e sulla decisione di usare un certo tipo di parole piuttosto che un altro.

Leggiamo assieme il manifesto sottostante senza commentarlo, per il momento. Ve ne verrà distribuita una copia ciascuno.

C44cfXRWYAAHzO3

Ora da solo prova a risolvere il cruciverba che ti verrà dato.

Faremo assieme tre esercizi (1-2-4).

Per ogni esercizio farai una piccola scheda sul quaderno in cui inserirai il principio a cui si riferisce e una riflessione che ti ha suscitato.

Per ogni principio che non abbiamo trattato proverai a pensare ad un esempio concreto e lo scriverai sul quaderno.

Per LE PAROLE SONO UN PONTE guardiamo questo video:

Cosa pensi di quello che ha detto?

Le parole sono la nostra merce di scambio con gli altri
A volte ci accarezzano
Parole gentili come un fiore o pesanti come un pugno in faccia
Bisogna stare attenti alle parole. Le parole sono potenti.
Bisogna usarle con cura e sceglierle una ad una.

Ora leggiamo insieme il testo della canzone ‘Hurts’ (tradotto)

Ora nei prossimi dieci minuti scriverete su un foglio bianco parole quotidiane che possono essere:

  • Parole come fiori – fronte.
  • Parole come pugni in faccia – retro.

Una volta scritto, condivideremo i nostri lavori guardando queste parole alla luce della nostra vita di classe, pensando che ci sono parole che costruiscono ponti ed altre che innalzano muri.

Ed ora per casa avrete due compiti:

  1. intervistate un coetaneo, un giovane o un adulo chiedendo loro di raccontare una parola che ha costruito un ponte e una che è stata o ha dato un pugno in faccia: la ridirebbero? che conseguenze ha avuto?
  2. Con le stesse modalità intervistare anche un professore di storia (o un adulto a voi vicino) e chiedetegli di raccontare una o più parole o gesti che hanno cambiato (nel bene e nel male) la storia (Dichiarazione Balfour – Il silenzio di Vittorio Emanuele III – Il discorso di Martin Luther King I have a dream – Obbedisco di Garibaldi – Date una carezza ai vostri bambini – Spero mi corrigerete, Un giorno verrà il giudizio di Dio)

I miti della creazione

Ecco qua una serie di immagini.

Il vostro compito sarà scegliere una immagine tra quelle proposte e inventare un mito che, traendo ispirazione dall’immagine in questione, racconti una creazione del mondo:

            

  

          

          

Potete lavorare in gruppo, fino ad un massimo di quattro.


Vi chiedo di inviarmi i lavori via mail. In allegato come documento word. Che deve essere scritto in Arial 12 e contenere la foto scelta. Non dimenticatevi di mettere in fondo alla storia i nomi dei componenti del gruppo. 

Quattro passi nella POESIA – parte due – le figure retoriche

La “figura retorica” è un forma di espressione letteraria il cui scopo è creare un effetto di un certo tipo in una frase, di significato o anche solo sonoro. Il linguaggio quindi risulta artificiale, quasi forzato, rispetto alla lingua comunemente parlata. (tratto da focusjunior)

Di seguito trovate il link ad uno schema a mio avviso fatto molto bene, con rimandi ed esempi:

http://www.francasoracco.it/esempiret.htm#_ftn11

Lo schema delle principali figure retoriche

Noi ci eserciteremo su alcune in particolare:

  • ONOMATOPEA

Articolo di Focus Junior

La mia sera

L’assiuolo 

Esercizio 1: Pensare a tutti i suoni che ci vengono in mente e scrivere a chi appartengono:

Tic tac – sveglia

Crac – un vetro che si infrange…

Esercizio 2: Quelle che seguono sono alcune voci onomatopeiche che dovete abbinare alla frase che si adatta loro:

slam; slurp; sgrunt; bau bau; gulp; grrr; drin drin; cra cra; ciuf ciuf; splash; tic tac; smack; pim pum pam; crac; clap clap

  1. Lo spettacolo è stato un vero successo.
  2. Passa il treno a vapore, quanto rumore fa!
  3. Il cane dei miei vicini non la smette di abbaiare.
  4. La porta dovrebbe essere chiusa delicatamente, invece lui la sbatte sempre.
  5. Sono salito sul ramo del pero, e quello si è rotto sotto il mio peso.
  6. Vieni qua, ché ti do un bel bacio!
  7. Hanno suonato il campanello, chi va ad aprire?
  8. Quando sono arrivato l’ufficio postale era già chiuso, che disdetta!
  9. Che strano rumore proviene da questo pacco: sembra una sveglia…
  10. Via tutti, devo fare il tuffo più bello del mondo!
  11. Che bel gelato! Posso assaggiarlo? Che buono!
  12. Quando ho visto quanto mi sarebbe costata quella riparazione, quasi mi veniva un accidente!
  13. Ma che voce brutta hai! Sembri una cornacchia!
  14. Ho scoperto che mi hai mentito ed adesso sono arrabbiatissimo con te!
  15. La notte di Capodanno si sentono scoppiettare petardi per ogni dove.

Tratto da: www.adgblog.it

Esercizio 3: Scrivi di fianco alla parola onomatopeica la cosa che la produce:

  • Es: tonfo: oggetto pesante che cade
  • sciacquio
  • gorgoglìo
  • tuffo
  • sciabordio
  • boato
  • scoppio
  • clangore
  • fragore
  • fruscio
  • sussurro
  • lampo
  • ticchettio
  • tintinnio
  • sfrigolare
  • friggere
  • balbettare
  • tartagliare
  • borbottare
  • stridulo
  • cozzo
  • schianto
  • acciottolio
  • lugubre
  • tetro

Animali:

  • abbaiare,
  • guaire,
  • latrare,
  • miagolare,
  • muggire,
  • belare,
  • gloglottare,
  • bramire,
  • cinguettare,
  • grugnire,
  • gracidare,
  • ululare
  • nitrire
  • ragliare
  • gracchiare
  • starnazzare
  • squittire
  • ronzare
  • chiocciare
  • mugghiare
  • ALLITTERAZIONE > per questa figura retorica mi sono avvalsa dei bei laboratori proposti nel bel sito di Renzo Mosca

“Trentatré trentini trotterellando tornavano da Trento…” la conoscete… è una filastrocca e uno scioglilingua famoso. Ed è anche un’allitterazione, vale a dire un modo di fare poesia ripetendo uno o più suoni in parole successive. È una tecnica molto efficace e viene spesso utilizzata anche nei modi di dire e nella pubblicità e nei proverbi, oltre che nella poesia modi di dire: far fuoco e fiamme; mettere a ferro e fuoco; vivo e vegeto; tener testa; tessere trame; stinco di santo; andar per mari e per monti; slogan pubblicitari: Prezzi pazzi; Amadori per veri amatori; Coca Cola…………. proverbi: chi dice donna dice danno..…chi dorme non piglia pesci….

“Una fila di formiche nere

forma la felicità del formichiere.

Con la lunga lingua le sugge

e di piacere in cuor suo si strugge”.

 

“Senza sole sto in silenzio”

Mormora la meridiana al monaco Menanzio.

 

“Passano passeri lievi come pensieri

sulla tettoia tanto son leggeri”

 

D’Agosto l’aragosta si gusta con la crosta

ma giuro che una goccia d’angostura non guasta!

 

“Fresche le mie parole nella Sera

ti sian come il fruscio che fan le foglie…”

D’Annunzio

 

Eugenio Montale:

“Trema un ricordo nel ricolmo secchio

nel puro cerchio un’immagine ride…

Ah che già stride la ruota…”

 

Nei Malavoglia così scrive Giovanni Verga:

“ Il mare è amaro e il marinaio muore in mare…”

Cominciamo col costruire catene di parole allitteranti:

ramarro – rosso – raro – ruggine – rosa – rampa – rima – rami – robinia – resto – rombo – rimane – rabbia – rassegnato – riprende – rabbioso – riso – riscalda – ricco – ritrovo – rododendro – rosa – ragno – ronzio – Renato – rubato – riflessi – ramati – rendita- ronfa….

Ora scegliamo fra queste parole quelle che ci possono servire a creare una breve composizione, perché sono legate fra loro da una qualche vicinanza di significato o di relazione. In questo caso direi di partire dal ramarro:

ramarro – raro – rampando – rami – robinia – ragno – rosso – rassegnato – rabbioso – riprende – riflessi – riscalda – ramati -ronfa

Proviamo:

Un raro …………..

smeraldino dai riflessi…………..

correva …………………….

sui rami di una………………

dietro una grosso ragno …………….

Ha perso la preda!

 

…………………………. s’arrende,

rassegnato ……………..

la strada, pigro si …………………

sul muro assolato, presto

s’addormenta,

…………….. beatamente.

Completate la composizione con le parole che sono state scelte ma non sono state usate e poi cercate un titolo.

Un’altra catena di parole che contengono allitterazioni:

stamattina – stanno – sole – stufano – stalla – sono – sembrano – stanchi – signore – scappati – salute – sinceri – sempre – soffia – spingono – sfondo – silenzio – solo – serpenti – senza

Adesso tocca a te, prova a inventarne una da cima a fondo… magari con un compagno!

Dall’allitterazione è facile ricavare un gioco di parole molto divertente: il tautogramma, che non è un tatuaggio del vostro cardiogramma, ma una composizione con parole che iniziano con la stessa lettera:

Felix furbo felino,

fulminante furetto

flessuoso, fugge

fra felci, fronde,

foreste fatate,

fulgido folletto,

felice figlio di fata Fortuna!

Provate a creare un tautogramma in C:

Coperto – cera –caspita – cortile- come – cammello – cado – certo – cose – certe – cieco cuoio – crollando – capitano – calza – corre – chi – cammino – calzature – come

I tautogrammi sono spassosi e possono servire a descrivere un animale, un gioco, una persona usando le lettere che si preferiscono. Provateci!

Un esempio, con il nome Marina, proviamo a descriverla usando tautogrammi per ogni lettera del suo nome, notate che è anche un acrostico!

Mamma mia, miracolosa Marina,

Artista, amabile, angelica

Risoluta, rende reali

Impossibili imprese inoltre

Non negativa

Accetta amichevoli aiuti.

  • SIMILITUDINE

Dopo aver letto la poesia ‘A mia moglie’ di Saba siete invitati a comporre delle similitudini su queste coppie:

  • calciatore /cavallo,
  • bambino/primavera,
  • sole/capelli,
  • libertà/mare.

Completa ora le seguenti similitudini:

  • La poesia è come…
  • Le arance sugli alberi sembrano…
  • Il fiume in piena pare….
  • La campagna d’estate sembra….
  • METAFORE
  1. Fare una sviolinata
  2. Avere le mani bucate
  3. Rimboccarsi le maniche
  4. Prendere a pesci in faccia
  5. A monte
  6. Essere un grissino
  7. Far cantare qualcuno
  8. Metterci una pietra sopra
  9. Cogliere la palla al balzo
  10. Alzare il gomito

Per scoprire il significato di ogni espressione metaforica prova a leggere le seguenti frasi:

  1. Se ti fanno una sviolinata, non stanno suonando il violino per te, ma…
  2. Se ti rimproverano di avere le mani bucate, non significa che le tue mani siano brutte o screpolate, ma che…
  3. Se qualcuno ti dice che devi rimboccarti le maniche, non devi preoccuparti se in quel momento non indossi una camicia, ma…
  4. Se ti prendono a pesci in faccia, non ti stanno tirando pesci sul viso, ma…
  5. Se ti dicono che il problema è a monte, non devi andare a cercarlo in montagna, ma…
  6. Se ti dicono che sei un grissino, non devi pensare di aver capito male (grassino, forse?), ma…
  7. Se senti dire che la polizia è riuscita a far cantare l’assassino, non significa che alla polizia piace ascoltare canzoni, ma che…
  8. Se, dopo una discussione, ti chiedono di metterci una pietra sopra, non devi guardarti intorno in cerca di qualche ciottolo, ma..
  9. Se un amico ti consiglia di cogliere la palla al balzo, non devi pensare che ha voglia di giocare a calcio con te, ma che…
  10. Se qualcuno, prima di salire in macchina, ti chiede se hai alzato il gomito, non devi ricordarti se nell’ultima mezz’ora hai alzato le braccia, ma se…
  • PERSONIFICAZIONE > anche in questo caso mi sono servita del sito di Renzo Mosca

Immagina ad esempio di voler personificare: il sole

Che fa? Sorge, tramonta, splende, illumina, riscalda….

Trasforma le azioni elencate in altre, in parte simili, ma compiute dall’uomo:

  • sorge: si sveglia al mattino
  • tramonta:
  • splende:
  • illumina:

Come nell’esempio personifica:

  • il tuo zaino-cartella (cosa fa, come si sente, cosa pensa, cosa desidera…)
  • Il banco di scuola
  • Un uccellino in gabbia
  • Un pallone di calcio
  • Un computer

Tace, mormora,

sospira

urla sulla cresta

degli alberi, si arresta

piano respira

rotola sull’erba

pizzican le guance delle fanciulle

e s’allontana,

scompiglia i capelli

dei monelli

e fugge via

vestito d’azzurro e verde

di colpo tace, si perde.

Abbiamo descritto il vento come se fosse una persona e con le parole disegna il suo muoversi, agitarsi, parlare.

Imita il poeta: aggiungi delle parole alle seguenti personificazioni: il mare, l’auto, la lavagna

  • ANAFORA 

Piove

Piove a catinelle dopo tanto tempo

Piove a dirotto e il giardino è contento

Piove che dio la manda mi bagno la testa

Piove fitto fitto e beve la foresta

Piove da annegare e nuoto per le strade

Piove da non credere forse il cielo cade!

Piove governo ladro e la terra si pulisce

Piove a barili qualcuno starnutisce

Piove da sei giorni io ho i piedi a mollo

Piove da paura e c’ho l’acqua al collo

Piove dappertutto e non ho l’ombrello

Piove azzurro e argento, il mondo è più bello

Piove sul bagnato tanto peggio per me

Piove da diluvio mi serve l’arca di Noè.

Neve

Cade la neve e imbianca tutto quanto

Cade la neve, che magia, che incanto!

Cade la neve senti quanto gelo

Cade la neve lenta lenta dal cielo

Cade la neve e sono lievi i fiocchi

Cade la neve si scioglie se la tocchi

Cade la neve sugli orti e sui giardini

Cade la neve e giocano i bambini

Cade la neve e il mondo è addormentato

Cade la neve un pupazzo è spuntato…

Ancora:

Cade la neve e imbianca le strade

cade la neve e copre le contrade

cade la neve sopra la pianura

cade la neve l’aria si fa scura

cade la neve e volano i fiocchi

cade la neve son felici i marmocchi

cade la neve e sembra sia farina

cade la neve fino a domattina

cade la neve il mondo è più bello

cade la neve e non voglio il cappello…

E’ vero

E’ vero che il pozzo è nero

E’ vero che è una pianta il pero

E’ vero che è di cera il cero

E’ vero che è grande il maniero

E’ vero che è altero il levriero

E’ vero che è fitto il mistero

E’ vero che un cappello il sombrero

E’ vero che il fornaio è mattiniero

E’ vero che il volo è leggero

E’ vero che l’eremita è austero

E’ vero che il diviso non è intero

E’ vero che è un ballo il bolero

E’ vero che l’amico è sincero.

Esercitati tu facendo iniziare i versi della tua poesia con le seguenti parole (può essere ogni verso o uno ogni due):

  • Sono solo….
  • La scuola è finita….
  • Nel silenzio….

Dopo aver letto la poesia di Moretti cerca di fare un lavoro un po’ più personale cercando di descriverti, come ha fatto lui, mettendoti in antitesi con gli altri!

Non come gli altri

Io non son come gli altri e mi dispiace.

Io non son come gli altri,è un mio sconforto.

Io non son come gli altri, io so chi piace.

Io non son come gli altri, io vedo storto.

 

Io non son come gli altri, amo chi giace.

Io non son come gli altri, io penso all’orto.

Io non son come gli altri e non ho pace.

Io non son come gli altri e son già morto.

(Marino Moretti)

Ed ora qualche esercizio online per mettervi alla prova:

Esercizi 1

Esercizi 2

Le fiabe ieri e oggi

Per prima cosa partiamo elencando tutti i titoli di fiabe che conoscete, come ad esempio:

Biancaneve, Cenerentola, Il gatto con gli stivali…

Dopo aver letto e ascoltato qualche fiaba proviamo a trovare gli elementi comuni a tutte….

Non siamo i primi ad aver fatto questo pensiero anche il signor Propp tanto tempo fa notò delle somiglianze tra le fiabe di tutto il mondo e dopo averne lette a centinaia stilò un lungo elenco di situazioni ricorrenti, di personaggi fissi e uno schema ricorrente:

Equilibrio iniziale (esordio);
Rottura dell’equilibrio iniziale (movente o complicazione);
Peripezie dell’eroe;
Ristabilimento dell’equilibrio (conclusione).

Qui invece potete vedere i personaggi e tutte le funzioni individuate da Propp:

Ruoli e funzioni di Propp tratte dal sito di scuoleasso.gov.it

Bene, ora proviamo ad ascoltare alcune fiabe classiche ed ad individuare gli elementi di Propp:

Barbablu

 

Enrichetto dal ciuffo

 

Il gatto con gli stivali

 

Il principe ranocchio

 

L’acciarino

 

Praseidimio

 

Raperonzolo

 

Undici cigni selvatici

 

Le fate

 

Ed ora tocca a te inventare.

Dopo aver ascoltato la fiaba di Cenerentola riscrivi la storia scegliendo una delle seguenti modalità:

  1. Cosa accadde dopo il matrimonio? Fu davvero tutto rose e fiori? Come fu la vita coniugale della giovane principessa?
  2. Ambientala ai giorni nostri. Chi sarebbe Cenerentola e che lavoro farebbe? Il principe sarebbe proprio di stirpre regale o solo un gran riccone? E le sorellastre? La fata vestirebbe Cenerentola all’ultima moda? E come si presenterebbe alla festa? Dai il via libera alla tua fantasia!

Cenerentola

 

In classe ora dopo aver letto le vostre fiabe proviamo a cimentarci in un’altra riscrittura: cosa accadrebbe se Cappuccetto non fosse rosso ma zozzo, oppure vecchio, largo o ancora brutto…. inventa.

 

Bene e ora alla fine del percorso ti propongo la visione di un film:

La città incantata di Hayao Miyazaki

Shoah: una bibliografia

Per le vacanze di Natale dovete leggere un libro, scegliendolo tra questi titoli.

La scadenza sarà:

per la 3 E il 25 gennaio 2016

per la 3 D il 22 gennaio 2016

Oltre a leggerlo dovete creare una presentazione come quelle che vi ho fatto vedere su ‘Nodi al pettine’. Potete utilizzare: Animoto, Powtoon, Prezi, Powerpoint, o un cartellone formato A3.

Una volta presentati fare una gara in cui la 3 E voterà i lavori della 3 D e viceversa, così da avere un vincitore per ogni classe!

1) L’albero di Goethe : romanzo
Helga Schneider
Salani, 2004, 155 p.
Fra il 1944 e il ’45 l’arresto e la detenzione del bavarese Willi, 14 anni, nel lager di Buchenwald, dove stringe amicizie, patisce fame e violenze, perde ma poi riacquista la memoria e deve difendersi da abusi sessuali. Età: 12-15

2) Alice e i Nibelunghi : romanzo
Fabrizio Silei
Salani, 2008, 117 p.
Roma, anni ’80: Alice, 10 anni, conosce il nigeriano Emeka a scuola e l’ebreo Norbert, vicino di casa, e l’amicizia dei tre si consolida nel tentativo di allontanare il fratello di lei, invischiato in un gruppo di naziskin. Età: 11-14

3) All’inferno e ritorno
Aranka Siegal
E. Elle, 1995, 234 p. (Ex libris)
Emozioni e difficoltà delle sorelle Piri, che racconta e Iboya, ebree ungheresi appena emerse dal lager nazista: il ricovero in una clinica svedese, lo studio, il lavoro in fabbrica, l’ospitalità in due diverse famiglie, la partenza per l’America. Età: 12-14

4) L’anima al diavolo
Marcelo Birmajer
Mondadori, 2003, 93 p. (Shorts)
Mordejai, ragazzino ebreo di Buenos Aires, disobbedendo ai genitori entra nella casa di alcuni vicini che nessuno vuol frequentare, senza immaginarsi il cambiamento che quella decisione gli comporterà. Età: 12-14

5) Ausländer : Ausländer m. (-s,-;f.-in) straniero
Paul Dowswell
Feltrinelli, 2010, 301 p. (Feltrinelli kids)
Durante la seconda guerra mondiale a Berlino l’adolescente Paul, orfano polacco adottato da una famiglia nazista per il suo aspetto ariano, si oppone silenziosamente al regime insieme ad Anna. Età: 14-18

6) Il bambino di Noè
Eric-Emmanuel Schmitt
Rizzoli, 2006, 124 p. (BUR. Scrittori contemporanei)
Narrata come ricordo d’infanzia da un sessantenne la vicenda di un ebreo belga scampato all’Olocausto perché a 7 anni, nel 1942, i genitori lo affidarono a un prete che gli mutò nome e lo allevò con affetto in un orfanotrofio. Età: 11-14

7) La casa vuota
Claude Gutman
Einaudi Ragazzi
Il libro racconta la storia di David, un ragazzo ebreo francese accolto presso una casa rifugio per bambini che hanno perso i genitori nei rastrellamenti delle SS. Il ragazzo sfuggirà per caso all’ennesima battuta che porterà via i suoi amici e comincerà a scrivere la sua storia. Dal libro traspare una rabbia enorme, incontenibile e violenta messa ancora più in evidenza da salti temporali e ricordi.

8) L’eco del silenzio : la Shoah raccontata ai giovani
Elisa Springer
Marsilio, 2003, 139 p., c. geog. (Gli specchi della memoria)
Le testimonianze che un’ebrea austriaca sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz ha reso in centinaia di scuole secondarie superiori. Età: 14-16

9) I giorni della mia giovinezza
Ana Novac
Mondadori, 1994, 223 p. (Supertrend)
Il disperato aggrapparsi alla parola scritta come unica speranza per sottrarsi all’orrore dà vita al diario della protagonista che, quattordicenne, trascorse più di un anno tra Auschwitz e altri sette campi di concentramento tedeschi. Età: 16-18

10) Ho vissuto mille anni : crescere durante l’Olocausto
Livia Bitton-Jackson
Fabbri, 2001, 283 p. (I Delfini)
Ormai adulta, Elli, ebrea americana sopravvissuta all’Olocausto, rievoca il suo internamento ad Auschwitz e tutti gli orrori di cui fu testimone. Età: 12-14

11) L’isola in via degli uccelli
Uri Orlev
Salani, 1998 (stampa 2008), 155 p.
Nascosto in un edificio di un ghetto polacco durante la persecuzione nazista Alex, undicenne ebreo, mentre attende il padre che è stato prelevato dalle SS impara a sopravvivere e osserva da uno spioncino ciò che gli accade intorno. Età: 12-14

12) Max e Helen
Simon Wiesenthal
Signorelli, 1994, 174 p., foto (Narrativa per la scuola)
Simon Wiesenthal, scampato ai lager, racconta il proprio incontro con un altro ebreo, Max e il motivo per cui accetta la sua scelta di non denunciare un criminale nazista. Foto in bianco e nero, biografia dell’autore, note a piè di pagina, esercizi di verifica e approfondimenti. Età: 12-14

13) Misha corre
Jerry Spinelli
Mondadori, 2008, 212 p. (Junior oro)
Misha, giovanissimo zingaro che vive di furtarelli nella Varsavia occupata dai nazisti, si ritrova a doversi nascondere per difendere non più il suo magro bottino bensì la vita. Età: 11-14

14) Il silenzio dei vivi
Elisa Springer
Sansoni, 2003, 153 p. (Fette di melone)
Gli orrori dell’Olocausto attraverso i ricordi autobiografici dell’autrice, un’ebrea austriaca che subì la detenzione e scampò alla morte in ben tre campi di sterminio nazisti: Auschwitz, Bergen Belsen e Theresienstadt. Età: 12-14

15) Sotto il cielo d’Europa : ragazze e ragazzi prigionieri dei lager e dei ghetti
Frediano Sessi
Einaudi Ragazzi, 1998, 141 p., ill., c. geogr. (Storia)
Otto storie di adolescenti ambientate perlopiù nei lager nazifascisti, sia italiani sia di altri paesi europei, nei primi anni ’40. Età: 11-14

16) Maus: racconto di un sopravvissuto
di Art Spiegelman
Torino, Einaudi, [2010], [291] p., ill. graphic novel
La storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all’Olocausto, una madre che non c’è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento. Raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti.

17) L’amico ritrovato
Fred Uhlman
Salani, stampa 2008, 222 p.
L’amicizia tra due ragazzi tedeschi, l’ebreo Hans e il nobile Konradine, apparentemente distrutta dall’ondata nazionalsocialista, si riannoda in modo imprevedibile una trentina d’anni dopo: è il primo di tre romanzi. Età: 11-14

18) Ultima fermata: Auschwitz : storia di un ragazzo ebreo durante il fascismo
Frediano Sessi
Einaudi Ragazzi, 1996, 146 p., ill. (Storia)
Attraverso prima il suo diario, poi il racconto della sua ragazza, la tragica vicenda dell’ebreo italiano Arturo durante il nazifascismo, dal 1938 al ’43, quando a soli 15 anni viene deportato ad Auschwitz. Età: 11-14

19) La valigia di Hana
Karen Levine
Rizzoli, 2010, 126 p., foto (Rizzoli narrativa)
Nel 2000 la direttrice di un ente di Tokyo dedicato all’Olocausto inizia a cercar notizie sull’ebrea Hana Brady, che aveva 13 anni quando fu uccisa in un lager e la cui valigia, esposta al museo, ha incuriosito i bambini. Età: 10-14

20) Il mondo quell’estate
Robert Muller
Milano : Mondadori junior, 2009, 268 p. ; 22 cm
È l’estate del 1936. In Germania le Olimpiadi sono in pieno svolgimento, e Hannes Hecker è entusiasta per l’evento sportivo. Ma Hannes ha un segreto: è ebreo e nessuno lo deve sapere. Per mimetizzarsi si iscrive in un esclusivo liceo tedesco e partecipa con passione a tutte le attività della Hitler Jugend (la Gioventù hitleriana). Con il precipitare della situazione politica, Hannes viene aiutato a fuggire e sarà uno dei pochi ebrei a salvarsi dalla persecuzione del nazismo. Età: 12-14 anni

21) La stella nel pugno
Robert Sharenow
Milano : Piemme freeway, 2012; 398 p. : ill. ; 21 cm.
Karl Stern, quattordicenne di Berlino, non ha mai pensato a se stesso come a un ebreo. Ma ai nazisti non importa che non abbia mai messo piede in una sinagoga o la sua famiglia non sia praticante. Demoralizzato dalle continue aggressioni subite a causa di un’eredità che non riconosce come sua, il ragazzo cerca di dimostrare ai coetanei quanto vale. E quando ha l’occasione di essere allenato da Max Schmeling, campione mondiale di boxe ed eroe nazionale della Germania nazista, pensa sia l’occasione giusta per il suo riscatto agli occhi dei suoi compagni ariani. Presto però la violenza del regime esplode e il ragazzo si troverà diviso tra il suo sogno di successo nella boxe e il dovere di proteggere la sua famiglia. Età: 12-14 anni