Quattro passi nella POESIA – parte uno – rime, versi e senso connotativo

Sapete che la poesia è parente della filastrocca… voi sicuramente conoscerete filastrocche, conte, ninne nanne, scioglilingua…

Ora scrivete quelle che ricordate su dei cartoncini con la forma che volete così le attacchiamo in classe!

Esistono differenti tipi di rima:

baciata: AABB

alternata: ABAB

incrociata: ABBA

Non ci sono solo le rime ma anche le

L’assonanza è la ripetizione, a partire dall’accento tonico, di vocali identiche.
La consonanza è la ripetizione, a partire dall’accento tonico, di consonanti identiche.

Ora esercitiamoci su queste frasi con i differenti schemi metrici:

  • Mangio pane tutto il giorno…
  • Questa scuola non mi piace…
  • Per giocar non ci vuol tanto…
  • Il paese che mi piace….
  • Quando gioco coi colori…
  • Se potessi far magie…

Oppure inventare delle filastrocche coi vostri nomi:

Costanza Farinelli

Che ama i passatelli

Farinelli Costanza

ha sempre il mal de panza

Per esercitarci utilizzeremo i Limerik oltre agli esercizi presenti sul vostro libro provate a scrivere dei limerik su questi spunti:

  • C’era una ragazza di Barletta…
  • Un antipatico maestro ravennate…

E ora inventa tu di sana pianta…

I versi hanno nomi differenti a seconda del numero di sillabe che contengono:

  • trisillabo o ternario (3 s)
  • quadrisllabo o quaternario (4 s)
  • quinario (5 s)
  • senario (6 s)
  • settenario (7 s)
  • ottonario (8 s)
  • novenario (9 s)
  • decasillabo (10 s)
  • endecasillbo (11 s)

Le poche regole che differenziano la normale sillabazione da quella poetica sono:

sinafale: sof/fer/ma al/ li/mi/tar ‘ma al’ forma una sola sillaba dall’unione della vocale finale e dalla vocale iniziale dei due vocaboli.

diafèle: è il contrario, due vocali consecutive si pronunciano separate perché hanno una funzione tonica (In/co/min/ciò /a/ far/si)

Ne esisterebbero altre… ma ve le risparmio…

Per imparare a contare i versi ci eserciteremo con STORNELLI ed HAIKU

Stornelli

Lo stornello è un tipo di poesia generalmente improvvisata molto semplice, d’argomento amoroso o satirico, affine alla filastrocca. Lo stornello è tipico dell’Italia centrale, in particolare Toscana, Lazio e Marche, successivamente si è diffuso anche nell’italia meridionale.

Secondo alcuni storici della letteratura e della musica, il termine stornello deriverebbe dall’uso di cantare a storno e a rimbalzo di voce da un luogo ad un altro.

Questo tipo di componimento è costituito da un numero imprecisato di strofe dalla struttura molto semplice. Ogni strofa è solitamente composta da tre versi:

il primo verso è un quinario, e generalmente contiene l’invocazione ad un fiore;

gli altri due sono endecasillabi, di cui il primo è in consonanza ed il secondo in rima col verso d’apertura.

In genere questo tipo di componimento viene accompagnato da musica o cantato.

Un esempio tipico di stornello “con fiore”:

« Fior di giaggiolo,

Gli angeli belli stanno a mille in cielo,

Ma bello come lui ce n’è uno solo. »

(Tozzetti e Menasci – Cavalleria rusticana)

 

Fior di limone

A fine maggio ne ho le tasche piene

E a scuola non vado con convinzione

 

Fiore di fico

Domani vado al ristorante greco

Come sempre mi accompagna un amico

 

Haiku

L’haiku è una antica forma di poesia giapponese.

Tre versi lievi e profondi che catturano attimi, stagioni, il vibrare di una consapevolezza.

E’ lecito chiedersi se abbia senso in occidente provare a comporre haiku limitandosi a replicare una forma, noi così lontani da quel mondo e da quel tipo di sensibilità.

Lo ha, secondo noi, se dell’haiku si prova a cogliere lo spirito leggero. Se si utilizza il pretesto formale del canone 5-7-5 sillabe per esercitarsi nella sintesi e nella capacità di vedere il minuscolo. Da parte nostra ci vuole molta ironia, molta voglia di giocare con le parole. Lasciamo ai poeti seri ogni tipo di riflessione, noi siamo quelli impegnati a contare sulle dita. Noi e i bambini di tutte le età che vorranno lasciarsi coinvolgere.

Tra i molti sentimenti presenti in un componimento i principali possono essere:

Sabi, il silenzio: il sentimento della solitudine, del distacco, della calma.

Wabi, l’imprevisto: lo stato d’animo prodotto da qualcosa di inaspettato che attira l’attenzione e risveglia dalla malinconia.

Yugen, il misterioso: lo stato d’animo prodotto dal fascino inspiegabile delle cose, il sentire un universo ‘altro’, colmo di misteriosa unità.

COME SI COMPONE UN HAIKU

primo verso: 5 sillabe

secondo verso: 7 sillabe

terzo verso: 5 sillabe

Si inizia dall’osservazione, dai momenti di tutti i giorni, dal cogliere l’attimo. Scegliamo una parola che ci colpisce, ne contiamo le sillabe, ci giriamo un po’ intorno… e l’haiku è già composto!

Il testo è preso dal bel sito: Haiku seduti sotto la luna 

Provare a scrivere un haiku su una di queste situazioni:

  • primo giorno di scuola
  • l’inizio delle vacanze
  • il primo bagno al mare
  • un abbraccio quando sono triste
  • l’alba
  • il tramonto
  • la colazione
  • l’amicizia
  • l’amore per un animale domestico

tramonto-elba (1)

 

Ora invece cerchiamo di capire cosa significano i termini: senso connotativo e denotativo

Leggiamo la poesia Carta di Roberto Piumini, poi leggiamo la spiegazione tratta dal libro Calicanto di Pimini- Zamponi

E prendi carta

bianca

o azzurra verde rossa

di ogni colore,

un lenzuolo spiegato

una gran sabbia liscia*

acqua pulita,

carta aria*

per una penna di fumo,

carta mare*

per una penna pirata.

Carta nera

se sei Penna Bianca

ma non carta carbone.

Prendi una carta non confusa, chiara

che aspetti il segno come un prato di neve*

la tua corsa strillata.

Dunque

ogni carta va bene

purché sia spazio abbastanza

e silenziosa.

Roberto Piumini

Carta di Piumini Roberto

Svolgiamo ora questi simpatici esercizi per approfondire il significato di

  • denotazione è il semplice significato letterario di un termine; per cui “siepe”, per esempio, è “una fila di arbusti disposta a recingere apprezzamenti di terreno”.
  • connotazione è, invece, il contenuto emotivo, l’alone di suggestioni che caratterizza un termine e per estensione un testo. Per cui la siepe in Leopardi acquista un alto valore emotivo, aprendo lo spazio all’infinito.

Esercizio online

 

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